Radioattività
Radiazioni non ionizzanti
Sono quelle , le cui frequenze vanno da 0 a 300 GHz ( 900 MHz = 0,9 GHz ), comprendono le basse frequenze e le alte frequenze dei segnali di trasmissione radio e tv, dei telefoni cellulari, dei segnali radar, dei sistemi satellitari, ecc.
Si tratta di radiazioni che non provocano alcuna ionizzazione a livello cellulare, in quanto non possiedono energia sufficiente a modificare il numero di cariche positive e negative presenti all'interno degli atomi.
In particolari condizioni, peraltro, alcune funzioni del nostro organismo sono influenzate positivamente dall'azione dei campi elettromagnetici che emettono radiazioni non ionizzanti.
E' il caso ad esempio dell'uso delle radioonde che, in ortopedia, consente di progredire nella riabilitazione fisioterapica di ossa e muscoli e delle microonde che sono utilizzate per la cura di forme tumorali secondo la tecnica denominata "ipertermia".
L'insieme di tutte le frequenze possibili è denominato spettro elettromagnetico, suddivisibile in due regioni principali: quella delle radiazioni non ionizzanti e quella delle radiazioni ionizzanti.
Le radiazioni non ionizzanti, le cui frequenze vanno da 0 a 300 GHz ( 900 MHz = 0,9 GHz ), comprendono le basse frequenze e le alte frequenze dei segnali di trasmissione radio e tv, dei telefoni cellulari, dei segnali radar, dei sistemi satellitari, ecc.
Cosa sono le radiazioni ionizzanti
Le radiazioni ionizzanti sono delle particelle e delle onde elettromagnetiche dotate di potere altamente penetrante nella materia. Ciò permette alle radiazioni di far saltare da un atomo all'altro gli elettroni che incontrano nel loro percorso. In tal modo gli atomi, urtati dalle radiazioni, perdono la loro neutralità (che consiste nell'avere un uguale numero di protoni e di elettroni) e si caricano elettricamente, ionizzandosi.
La ionizzazione può causare negli organismi viventi fenomeni chimici che portano a lesioni osservabili sia a livello cellulare che dell'organismo, con conseguenti alterazioni funzionali e morfologiche, fino alla morte delle cellule o alla loro radicale trasformazione. Si parla di danni somatici quando le radiazioni danneggiano le strutture cellulari ed extracellulari e di danni genetici quando provocano alterazioni nella costituzione dei geni. Per questo le radiazioni ionizzanti sono molto nocive e purtroppo non esiste un nostro organo di senso in grado di percepirle. I nostri cinque sensi, attraverso i quali percepiamo il mondo esterno, non solo sono limitati nei loro rispettivi campi d'azione (ad esempio con la vista si vedono solo colori compresi tra il rosso e il violetto, con l'udito si odono suoni al massimo compresi tra 16 e 20000 Hz., ecc.), ma neppure bastano per "sentire" tutta la natura. Poiché non esiste un senso in grado di percepire le radiazioni ionizzanti, queste sono state scoperte con molto ritardo e occorre utilizzare appositi strumenti per accorgersi della loro presenza intorno a noi.
Le radiazioni ionizzanti sono prodotte:
da nuclidi radioattivi (elementi o sostanze radioattive),
da particelle provenienti dal cosmo (raggi cosmici),
da speciali apparecchiature elettroniche (raggi X).
I raggi cosmici sono sempre naturali, invece le sostanze radioattive possono essere naturali o artificiali.
Nuclidi Radioattivi
I nuclei atomici con numero di neutroni in difetto o in eccesso rispetto alle condizioni di stabilità, tendono a trasformarsi in nuclei di altri elementi (con numero atomico minore) o in isotopi dei nuclei di partenza (mantenendo lo stesso numero atomico). Ciò avviene emettendo particelle (raggi alfa e beta) e radiazioni elettromagnetiche (raggi gamma), entrambe dotate di potere penetrante e ionizzante. I raggi alfa, beta e gamma sono di natura tra loro diversa. In un campo elettrico, ad esempio, i raggi alfa e beta ( b + ) deflettono verso il negativo, i beta ( b - ) verso il positivo e i gamma non deflettono (i raggi ( b + ) si chiamano anche positroni).
I raggi alfa sono particelle costituite da nuclei di elio (2 neutroni e 2 protoni) e hanno
doppia carica positiva, hanno elevatissimo potere ionizzante (mille volte maggiore dei beta), ma debolissimo potere penetrante (100 volte meno dei raggi beta)
I nuclei instabili, prima di decadere a un livello energetico più basso, rimangono nel loro stato di radioattività per un periodo di tempo variabile da una frazione di secondo fino a molti milioni di anni, secondo la loro specie atomica. Il fenomeno non è in alcun modo influenzabile dall'esterno (variazioni di pressione, di temperatura, ecc.).
Radiazioni Nucleari
Per approfondimenti, vedi documento PDF Le Radiazioni Nucleari