Storia
La “ Passio Sancti Sebastiani " , scritta durante il pontificato di Sisto III (432-440) da Sant’Ambrogio narra che Sebastiano, per essersi distinto tra i pretoriani di Massimiano, venne chiamato a far parte della guardia personale di Diocleziano, con il grado di ufficiale. A Roma godendo della fiducia dell’imperatore ebbe l’opportunità di frequentare le famiglie dell’aristocrazia romana, presso le quali svolse un’efficace ed instancabile azione di sostegno e conforto dei cristiani carcerati e condannati a morte. Fra le numerose e prodigiose conversioni compiute da Sebastiano sono da ricordare quelle del Prefetto di Roma, di magistrati ed ufficiali del deserto. Scoperto mentre era intento a dare sepoltura ai Santi Claudio, Nicostrato, Castoro e Simproniano, fu condannato a morte mediante il supplizio delle frecce. Condotto fuori città dai suoi commilitoni, venne denudato, legato ad un albero e bersagliato dagli arcieri. Quando, durante la notte, i cristiani si recarono nel campo per recuperare la salma e darvi sepoltura, Sebastiano era ancora vivo. Riacquistate le forze, per testimoniare la propria fede, si recò nel tempio di Ercole dove l’imperatore Diocleziano stava officiando un rito pubblico.Tratto in arresto, venne condotto all’Ippodromo del Palatino ed ucciso a bastonate, una delle forme più umilianti di pena capitale, usata solo per gli schiavi.
La spiegazione del perché San Sebastiano sia divenuto patrono dei Vigili Urbani la troviamo nel Breve Pontificio del Maggio 1957 con il quale Pio XII ha formalmente proclamato il santo martire “custode di tutti i preposti all’ordine pubblico che in Italia sono chiamati Vigili Urbani”.
Preghiera del Vigile Urbano
Signore Iddio,
Tu che vigili il corso degli astri, ed ogni cosa disponi con soavità e fermezza,
nell’ordine della Tua Provvidenza, veglia su di noi, votati al servizio dei nostri fratelli.
Tu ci donasti nella vita terrena, l’esempio luminoso di fedele obbedienza alle leggi di Cesare,
di amorosa sollecitudine verso chi è debole, di infinito amore verso chi erra,
di umile e faticosa operosità nel quotidiano lavoro.
Concedici, per intercessione di Maria, Madre Immacolata, di essere pronti a soccorrere chi ha bisogno di noi,
esatti nel dovere, amanti della legge, fraterni con chi sbaglia,
forti nell’intemperie, decisi contro chi offende la morale, la religione, la legge.
Così aiutando gli uomini nella loro dura quotidiana fatica, saremo suscitatori di concordia e di pace
nella turbinosa vita che corre nel mondo.
E porteremo in esso l’eco gioioso dell’armonia dei cieli.