L'Affido
Cos'è.
L'Affidamento familiare consiste nell'accoglienza di un minore per un periodo di tempo determinato presso una famiglia, un single o una comunità di tipo familiare, qualora la sua famiglia di origine stia attraversando un momento di difficoltà e per vari motivi (difficoltà educative e/o genitoriali, malattia, carcerazione,ecc.) non riesca a prendersi temporaneamente cura dei figli. La famiglia affidataria gli assicurerà il mantenimento, l'educazione, l'istruzione e le relazioni affettive di cui ha bisogno.
Com'è.
L'affidamento può essere consensuale nel caso sia condiviso e approvato dai genitori o giudiziale nel caso sia disposto dal Tribunale per i Minorenni. L'affidamento può essere diurno, quando è limitato ad alcune ore durante la giornata, oppure residenziale quando il minore va a vivere, per un periodo di tempo, presso una famiglia affidataria, pur mantenendo, di norma, rapporti ed incontri con la propria famiglia.
Quanto.
La durata dell'affidamento è temporanea. Essa viene definita, di volta in volta, nell'ambito di un progetto elaborato dai servizi. In casi particolari di minori non adottabili può consistere in un accompagnamento a lungo termine. L'affidamento cessa quando la situazione di temporanea difficoltà che lo ha determinato viene risolta dalla famiglia, oppure nel caso in cui la sua prosecuzione rechi pregiudizio al minore.
E' caratterizzato.
Dalla temporaneità, dal mantenimento dei rapporti con la famiglia d'origine e dal rientro del minore nella propria famiglia d'origine.
Il percorso.
Le persone interessate a conoscere l'affidamento si possono rivolgere al centro affidi o alle associazioni del privato sociale che si occupano di affidamento per avere le prime informazioni. Successivamente si intraprende con il centro affidi un percorso finalizzato all'acquisizione di una maggiore consapevolezza sulla possibilità concreta di essere protagonisti dell'affidamento.
Molte famiglie affidatarie hanno scelto di incontrarsi e confrontarsi con altre famiglie all'interno dei gruppi di mutuo-aiuto promossi dal centro affido e dalle associazioni per sostenersi ed aiutarsi vicendevolmente.
La famiglia d'origine.
Qualunque famiglia che si trovi nella momentanea impossibilità di provvedere in modo adeguato ai propri figli ed a offrire loro tutto ciò di cui hanno bisogno per crescere, a causa di disagi di vario tipo.
I minori affidati.
Possono essere neonati, bambini o ragazzi e avere fino a 17 anni. Possono essere italiani o stranieri. L'affidamento familiare si rivolge a tutti i minori che si trovino in una famiglia in temporanea difficoltà. Preoccupazione del legislatore e della società è che in situazioni simili il bambino trovi immediatamente in un'altra famiglia ciò che la sua famiglia non è al momento in grado di garantirgli.
Le famiglie affidatarie.
Possono essere coppie con o senza figli, sposate o conviventi, persone singole. Non sono stabiliti vincoli di età rispetto al bambino affidato. Indipendentemente dal reddito o dal tenore di vita, i requisiti essenziali sono:
- Uno spazio nella propria vita e nella propria casa;
- La disponibilità affettiva e la volontà di accompagnare per un tratto di strada un minore, senza la pretesa di cambiarlo, ma aiutandolo a sviluppare le sue potenzialità;
- La consapevolezza della presenza e dell'importanza della famiglia di origine nella vita del bambino.