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Chiesa di S. Agata al Borgo

Chiesa di S. Agata al Borgo

La fontana della dea

La chiesa di S. Agata al Borgo è inserita in un contesto urbano molto complesso nel quale si innestano e si sovrappongono stili ed architetture molto diverse per uso e collocazione storica. Sul lato occidentale della piazza che, oggi, è intitolata a Cavour, è sistemata una bella fontana dedicata alla dea Cerere; fu realizzata, nel 1757, dallo scultore palermitano Giuseppe Orlando. In origine questa fontana era stata realizzata per abbellire la piazza Università, ma, nei primi anni dell’Ottocento venne trasferita dove ora la vediamo.
Particolare Chiesa di S. Agata al Borgo

Una terribile eruzione

Nel marzo 1669 un’imponente eruzione eccentrica, sgorgata nel territorio di Nicolosi, cominciò a devastare gran parte degli abitati costruiti sulle pendici del vulcano. In aprile la lava colpì Misterbianco e tutti i casali e i campi coltivati a nord-ovest della città di Catania (si consiglia di andare a vedere l’affresco sulla parete della sagrestia del Duomo). Nel mese di maggio il vescovo di Catania Michelangelo Bonadies, donò alcuni terreni coltivabili di sua proprietà ai profughi che provenivano dai casali distrutti. Questi profughi, che non avevano trovato posto nella città satura di abitazioni, si erano insediati su alcuni terreni a nord, denominati della Consolazione e del Borgo. Le famiglie ebbero così una casa e un luogo dove potere ritrovare la forza di ricominciare.

Una chiesa dedicata a S. Agata

La prima chiesetta nel nuovo quartiere dei profughi fu eretta, a spese del Municipio, in quello che si chiamava il Piano delle Forche. L’edificio sacro fu dedicato a S. Agata che i fedeli invocavano quando si avvicinava il pericolo delle eruzioni dell’Etna. La costruzione attuale è quella che fu innalzata dopo il terremoto del 1693, quando i cittadini vollero ricostruire la chiesa nello stesso luogo di quella distrutta. L’interno è abbellito dagli affreschi del pittore acese Lo Coco (1667-1721) che, nelle decorazioni di questa chiesa, ha dato la migliore prova della sua arte. Nella zona presbiteriale sono narrate le storie di Agata: L’incontro con il magistrato, La visita di S. Pietro in carcere, L’incoronazione in un tripudio di angeli e nuvole. Ai lati dell’organo sono due medaglioni che narrano l’episodio leggendario dei Fratelli Pii: due fratelli catanesi, Anfinomo e Anapia, durante un’eruzione dell’Etna che minacciava la loro casa, si lanciarono tra le lave infuocate per salvare i genitori malati rimasti intrappolati. Quando se li caricarono sulle spalle per portarli al sicuro la lava si ritrasse riverente al loro passaggio.

I fuochi del Borgo

Il giorno 5, festa di S. Agata, la processione religiosa, dopo avere superato la via Etnea e la via Caronda. giunge in piazza Cavour dove vengono fatti esplodere fantasmagorici fuochi artificiali. La piazza, allora, diventa un enorme palcoscenico ricco di vita e di colori, reso ancora più suggestivo dalla luce dei ceri giganteschi che vengono portati a spalla dai fedeli che hanno fatto un voto alla "Santuzza".