Federico II

A cura dell'Assessorato al Turismo della Regione Siciliana, dal 13 Agosto al 17 Ottobre, la Sicilia rende omaggio a Federico II di Svevia con una serie di eventi nei luoghi Federiciani "Itinerari di Federico II di Svevia"che culmineranno nel Convegno Internazionale" Il basso Belice ed il Mediterraneo nell'età diFederico II" che si terrà a Castelvetrano il 17 Ottobre 2009.

Itinerari di Federico II di Svevia 2009  

Ricostruzione di un Borgo Medievale  Castello Ursino- 6/09/2009

Federico II fu universalmente chiamato “Stupor Mundi”, nacque a Jesi da Enrico VI Hohenstaufen di Svevia e Costanza D’Altavilla.
Fu incoronato re di Sicilia nel 1198, fu un sovrano illuminato, scienziato, poeta, filosofo e allo stesso tempo un principe dispotico, ovunque andasse destava stupore con il suo seguito stranamente composto d’elefanti, dromedari, linci e tantissimi altri animali esotici di cui amava circondarsi.
Si spense nel 1250 e fu sepolto nella cattedrale di Palermo, nella “sua Sicilia”, per suo espresso volere. Con lui finì il sogno imperiale siciliano.
Per volere di Federico II furono costruiti in tutto il suo regno una serie di castelli, particolarmente interessanti proprio per le forme prettamente geometriche volute dallo stesso regnante. In Sicilia essi costituiscono un insieme omogeneo e rappresentativo di edifici che nascono con uno scopo strategico e difensivo, specchio della società del tempo. Essi, infatti, furono destinati  ad una vita militare ma anche culturale che fu ricca e feconda ai tempi di Federico.
I castelli di Federico II nascono come cittadelle fortificate all’esterno  e luminose al loro interno, i più celebri in Sicilia sono: i castelli di Augusta e Milazzo con torri quadrilatere ed i castelli di Catania e di Siracusa con torri circolari.

Castello


Il castello Ursino


Il nome del castello sembra che derivi da “Castrum Sinus”, cioè “Castello del Golfo” poiché in origine esso era situato a picco sul mare, ma la colata lavica dell’eruzione dell’Etna del 1669 lo allontanò dalla costa coprendo totalmente il bastione di S. Giorgio e colmando i fossati che lo circondavano.
Il Castello Ursino si trova al centro  di una grande piazza dedicata a FedericoII, l’imperatore ne ordinò la costruzione tra il 1239 e il 1250 affidando l’incarico all’architetto Riccardo da Lentini, come testimonia la lettera datata 24 novembre 1239 con la quale l’imperatore invitava i catanesi a contribuire alla costruzione del castello con il versamento di una somma di duecento once in oro, tassa che non piacque molto ai cittadini che minacciarono addirittura la rivolta.
Il castello non fu mai realmente abitato dall’imperatore come invece avvenne sotto altri regni tra la fine del’300 e i primi del’400, divenendo residenza ufficiale dei vari sovrani e delle loro corti, come in epoca  angioina ed in epoca aragonese. Pietro d’Aragona vi riunì i membri del primo Parlamento Siciliano.
L’edificio è un grande complesso edilizio ad ali con corte centrale, ogni lato misura 50 m circa, le mura sono realizzate in pietra lavica e presentano lo spessore di 2,50 m circa.
L’imperatore amava molto le figure geometriche, ne è un esempio la struttura a pianta quadrata del castello, a quattro torri angolari e quattro semitorri centrali di cui solo due ancora esistenti. L’ingresso si apre ad arco a sesto acuto sul prospetto, sovrastato dallo stemma degli Svevi, un’aquila che artiglia una lepre.
Durante i secoli il castello  fu in  parte trasformato e rimaneggiato,  a metà del XVI secolo venne cinto dalle mura cittadine e fu ulteriormente fortificato nel secolo XVII.
 Nel 1837 fu adibito  a prigione, di cui  nel cortile, tra i vari reperti, restano i graffiti dei carcerati.
 Il restauro che iniziò nel 1932, voluto dalla Società di Storia Patria ed in particolare dal  grande scrittore Federico De Roberto che ne era membro, cambiò definitivamente l’utilizzazione del castello che venne consegnato alla città di Catania come Museo civico nel 1934. Nell’ultimo ventennio, l’edificio è stato restaurato ulteriormente e arricchito da una illuminazione esterna tale da metterne in risalto lo splendore.
All’interno esso  ospita le collezioni Biscari, Asmundo e dei padri Benedettini, oltre ad  una ricca pinacoteca di cui la maggior parte delle opere è stata donata da collezionisti privati catanesi.