Comune di Catania

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Oggi 19/11/2008 ore 18.17


Direzione Corpo di Polizia Municipale e Ufficio Traffico Urbano

Fregio Polizia Municipale
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Comandante : Generale Pietro Belfiore

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Sicurezza stradale

Alla luce delle elevate tecniche meccaniche raggiunte, non è un'esagerazione paragonare oggi un autoveicolo o un motoveicolo, ad un'arma micidiale pronta a seminare morti e stragi, in virtù dei potenti motori sovralimentati da turbocompressori che li spingono alle velocità più elevate.
Proprio la velocità è la causa predominante degli incidenti stradali che hanno subito un notevole incremento anche nell'ambito del territorio urbano, con un'allarmante tasso di decessi e di lesioni giudicate con prognosi riservata.
Gli scontri frontali sono i più letali; due auto lanciate frontalmente ad una velocità media di 60 Kmh, causano uno scontro frontale alla velocità dì 120 Kmh, con conseguenze facilmente immaginabili.
Oltre alla velocità non moderata, la causa principale di lesioni a persone, è da attribuire sopratutto al mancato uso della cintura di sicurezza e del casco protettivo.
A ciò bisogna aggiungere un maggiore flusso veicolare, in special modo di motoveicoli e ciclomotori che, grazie alle favorevoli campagne promozionali, hanno invaso, in massa, le strade urbane.
Se da un lato, l'avvento delle due ruote potrebbe essere utile allo snellimento del traffico cittadino, dall'altro, la loro maneggevolezza e duttilità, invoglia spesso il conducente ad una serie di imprudenze e infrazioni, tali da fare impennare paurosamente la colonnina di mercurio della sicurezza stradale urbana.
A farne le spese sono gli stessi conducenti e i pedoni, per i quali, attraversare una strada, diventa una propria e vera avventura da safari africano.
E' ormai consuetudine vedere sfrecciare questi piccoli mezzi fra la moltitudine di veicoli, zig-zagare e intersecare le direttrici di marcia, nel totale sprezzo delle norme del C.d.S.
A tutto questo bisogna aggiungere lo scarso uso del casco protettivo, sopratutto da parte dei conducenti più giovani, psicologicamente più portati alla trasgressione e alla intolleranza; basti osservare i referti stilati dai sanitari ospedalieri per rendersi conto della tipologia ricorrente delle lesioni che, nella stragrande maggioranza dei casi, parla di trauma cranico, di ferita
lacero contusa al cuoio capelluto, di otorraggia ecc... ecc...
Tali lesioni potrebbero essere più contenute con una condotta di guida più oculata e con un corretto uso del casco protettivo.
Anche i conducenti degli autoveicoli non si sottraggono a leggerezze di qualsiasi tipo; oltre alla velocità non moderata, un'altra norma poco rispettata è quella della precedenza, per cui, ricorrentemente, chi ne ha diritto, finisce per soccombere e piantare le tende sul limitare dell'incrocio, con grande strombazzare di chi gli sta dietro.
Un'altra regola poco osservata è quella riguardante la segnaletica orizzontale con particolare riferimento alle corsie riservate ai mezzi pubblici; è usuale percorrere tale corsia contromano, sorpassando una fila di veicoli fermi e incolonnati al semaforo, con grande rischio di quei pedoni imprudenti e frettolosi che decidono di attraversare la strada, incuneandosi nei piccoli varchi esistenti tra un veicolo e l'altro.
Un fenomeno che sta assumendo proporzioni ragguardevoli è l'omissione di soccorso.
Và ricordato che, a parte il senso di umanità e di dovere verso il prossimo, tale reato è punito con l'arresto immediato in flagranza.
La legge concede che in particolari casi (soprattutto collegati a crisi di panico), ci si possa allontanare dal luogo del sinistro, presentandoci nel più vicino posto di polizia per denunciare l'accaduto. Non c'è ombra di dubbio che la stragrande maggioranza di incidenti stradali con gravi lesioni a persone e spesso con esiti mortali, è da attribuire all'alta velocità e al mancato uso della cintura di sicurezza.


IL CASO


Il conducente di un'autovettura, nel percorrere la tangenziale, dal centro cittadino in direzione sud, trasportando a bordo un
passeggero, nell'impegnare una curva destrorsa a largo raggio, ometteva di moderare particolarmente la velocità, perdendo il
controllo del mezzo che urtava contro il guard-rail dello spartitraffico centrale. A causa dell'eccessiva velocità, l'autovettura subiva una ulteriore deviazione verso la parte destra della carreggiata, collidendo anche contro il guard-rail di protezione.
In conseguenza di questo secondo impatto, l'auto si impennava, ribaltandosi ripetutamente e, in posizione capovolta, pattinava per circa trenta metri fino al totale esaurimento della forza di attrito, assumendo posizione di quiete finale come da rilievi fotografici. Il conducente veniva catapultato fuori dall'abitacolo, riportando serie lesioni mentre il passeggero decedeva sul colpo, in quanto, avendo omesso di allacciare la cintura di sicurezza, veniva sballottato all'interno dell'abitacolo e nella fase di capottamento (con conseguente apertura dello sportello lato guida da dove veniva espulso il conducente ), fuoriusciva con il capo fuori dall'abitacolo, battendolo e strisciandolo per diversi metri sul selciato fino all'esaurirsi della fase di pattinamento del veicolo. Il conducente di un'autovettura che seguiva, nel tentativo di evitare la collisione, andava a schiantar si contro il guardrail.
In conclusione, una maggiore prudenza, un rispetto costante delle norme del C.d.S. e una velocità adeguata, dovrebbero essere il toccasana per una serena e disciplinata circolazione stradale.
di Gaetano Indaco (Agente P.M. Catania)

 



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