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Alla luce delle elevate tecniche meccaniche raggiunte, non è
un'esagerazione paragonare oggi un autoveicolo o un motoveicolo, ad
un'arma micidiale pronta a seminare morti e stragi, in virtù dei
potenti motori sovralimentati da turbocompressori che li spingono
alle velocità più elevate.
Proprio la velocità è la causa predominante degli incidenti stradali
che hanno subito un notevole incremento anche nell'ambito del
territorio urbano, con un'allarmante tasso di decessi e di lesioni
giudicate con prognosi riservata.
Gli scontri frontali sono i più
letali; due auto lanciate frontalmente ad una velocità media di 60
Kmh, causano uno scontro frontale alla velocità dì 120 Kmh, con
conseguenze facilmente immaginabili.
Oltre alla velocità non moderata, la causa principale di lesioni a
persone, è da attribuire sopratutto al mancato uso della cintura di
sicurezza e del casco protettivo.
A ciò bisogna aggiungere un
maggiore flusso veicolare, in special modo di motoveicoli e
ciclomotori che, grazie alle favorevoli campagne promozionali, hanno
invaso, in massa, le strade urbane.
Se da un lato, l'avvento delle
due ruote potrebbe essere utile allo snellimento del traffico
cittadino, dall'altro, la loro maneggevolezza e duttilità, invoglia
spesso il conducente ad una serie di imprudenze e infrazioni, tali
da fare impennare paurosamente la colonnina di mercurio della
sicurezza stradale urbana.
A farne le spese sono gli stessi conducenti e i pedoni, per i quali,
attraversare una strada, diventa una propria e vera avventura da
safari africano.
E' ormai consuetudine vedere sfrecciare questi
piccoli mezzi fra la moltitudine di veicoli, zig-zagare e
intersecare le direttrici di marcia, nel totale sprezzo delle norme
del C.d.S.
A tutto questo bisogna aggiungere lo scarso uso del casco
protettivo, sopratutto da parte dei conducenti più giovani,
psicologicamente più portati alla trasgressione e alla intolleranza;
basti osservare i referti stilati dai sanitari ospedalieri per
rendersi conto della tipologia ricorrente delle lesioni che, nella
stragrande maggioranza dei casi, parla di trauma cranico, di ferita
lacero contusa al cuoio capelluto, di otorraggia ecc... ecc...
Tali
lesioni potrebbero essere più contenute con una condotta di guida
più oculata e con un corretto uso del casco protettivo.
Anche i conducenti degli autoveicoli non si sottraggono a leggerezze
di qualsiasi tipo; oltre alla velocità non moderata, un'altra norma
poco rispettata è quella della precedenza, per cui, ricorrentemente,
chi ne ha diritto, finisce per soccombere e piantare
le tende sul
limitare dell'incrocio, con grande strombazzare di chi gli sta
dietro.
Un'altra regola poco osservata è quella riguardante la
segnaletica orizzontale con particolare riferimento alle corsie
riservate ai mezzi pubblici; è usuale percorrere tale corsia
contromano, sorpassando una fila di veicoli fermi e incolonnati al
semaforo, con grande rischio di quei pedoni imprudenti e frettolosi
che decidono di attraversare la strada, incuneandosi nei piccoli
varchi esistenti tra un veicolo e l'altro.
Un fenomeno che sta assumendo proporzioni ragguardevoli è
l'omissione di soccorso.
Và ricordato che, a parte il senso di
umanità e di dovere verso il prossimo, tale reato è punito con
l'arresto immediato in flagranza.
La legge concede che in
particolari casi (soprattutto collegati a crisi di panico), ci si
possa allontanare dal luogo del sinistro, presentandoci nel più
vicino posto di polizia per denunciare l'accaduto. Non c'è ombra di
dubbio che la stragrande maggioranza di incidenti stradali con gravi
lesioni a persone e spesso con esiti mortali, è da attribuire
all'alta velocità e al mancato uso della cintura di sicurezza.
Il conducente di un'autovettura, nel percorrere la tangenziale, dal
centro cittadino in direzione sud, trasportando a bordo un
passeggero, nell'impegnare una curva destrorsa a largo raggio,
ometteva di moderare particolarmente la velocità, perdendo il
controllo del mezzo che urtava contro il guard-rail dello
spartitraffico centrale. A causa dell'eccessiva velocità,
l'autovettura subiva una ulteriore deviazione verso la parte destra
della carreggiata, collidendo anche contro il guard-rail di
protezione.
In conseguenza di questo secondo impatto, l'auto si impennava,
ribaltandosi ripetutamente e, in posizione capovolta, pattinava per
circa trenta metri fino al totale esaurimento della forza di
attrito, assumendo posizione di quiete finale come da rilievi
fotografici. Il conducente veniva catapultato fuori dall'abitacolo,
riportando serie lesioni mentre il passeggero decedeva sul colpo, in
quanto, avendo omesso di allacciare la cintura di sicurezza, veniva
sballottato all'interno dell'abitacolo e nella fase di capottamento
(con conseguente apertura dello sportello lato guida da dove veniva
espulso il conducente ), fuoriusciva con il capo fuori
dall'abitacolo, battendolo e strisciandolo per diversi metri sul
selciato fino all'esaurirsi della fase di pattinamento del veicolo.
Il conducente di un'autovettura che seguiva, nel tentativo di
evitare la collisione, andava a schiantar si contro il guardrail.
In conclusione, una maggiore prudenza, un rispetto costante delle
norme del C.d.S. e una velocità adeguata, dovrebbero essere il
toccasana per una serena e disciplinata circolazione stradale.
di Gaetano Indaco (Agente P.M. Catania)
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