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C'è sempre stato un posto per l'Italia nelle due precedenti
edizioni dei Giochi Mondiali Militari. Secondo posto ai Gmm di Roma per gli
azzurri nell'edizione del 1995 a Roma, terzo posto in quella di Zagabria del
1999.
A Roma vinsero gli Stati Uniti d'America con 62 ori, 28 argenti e 37 bronzi per
un totale di 127 medaglie, seguiti dall'Italia con 22 ori, 16 argenti e 13
bronzi per un totale di 51 medaglie; terza la Cina con 9 ori,
13 argenti e 15 bronzi per un totale di 46 medaglie. Nell'ordine sino al
quindicesimo posto la Francia, la Corea D. P.R., Germania, Ucraina, Turchia,
Polonia, Romania, Kenia, Belgio, Svezia, Iran e Austria.
A Zagabria vinse la Russia con 45 ori, 35 argenti e 29 bronzi per un totale di
109 medaglie, seguita dalla Cina con 29 ori, 22 argenti e 15 bronzi per un
totale 66 medaglie; quindi dall'Italia con 17 ori, 20 argenti e 21 bronzi per un
totale di 58 medaglie. Nell'ordine: Croazia, Corea del Sud, Germania, Francia,
Usa, Ucraina, Corea D: P: R:, Slovacchia, Polonia, Bielorussia, Austria e Kenia..
Il servizio medico ai terzi Giochi Mondiali Militari è curato dalla Federazione
Nazionale Medici Sportivi di Sicilia con il coordinamento del dott. Gennaro La
Delfa, presidente della Fmsi regionale, insieme con l'ammiraglio Antonello
Bassano. Collaborano 58 medici sportivi, 8 rianimatori, 10 infermieri
professionali, 10 fisioterpisti e 3 interpreti sanitari. Ventisei ambulanze, di
cui 2 per la rianimazione, sono al servizio in tutti i campi di gara e negli
alberghi che ospitano gli atleti militari partecipanti con tutto il loro seguito
di tecnici, dirigenti e accompagnatori. Ogni equipaggio è fomato da un autista e
due baralleri.
Inoltre un valido supporto è fornito dai medici e ambulanze militari.. Ci sono
anche quindici ispettori antidoping della Fmsi, preposti a continui e accurati
controlli, come da regolamento sanitario internazionale. Infine è stato creato
un importante collegamento diretto con un'appposita unità di crisi dell'Azienda
ospedaliera del Vittorio Emanale di Catania., diretta dal dott. Ambrogio Mazzeo,
con la clinica ortopedica, la medicina dello sport e la scuola dei
fisioterapisti dell'Università di Catania.
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