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Agenda 21 Locale

Ti trovi in: www.comune.catania.it >Progetti > Agenda 21 Locale >Impronta Ecologica>Meeting 27-10-2004. Come ridurre l'impatto dell'uomo sulla terra :Comunicato Stampa del 28-10-2004

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L'Impronta Ecologica
Come ridurre l'impatto dell'uomo sulla terra
Incontro pubblico
Interviene dr. Mathis Wachernagel

27 - 10 - 2004

Sala ESA, ore 16.00, via Beato Bernardo - Catania

Comunicato stampa

 

Ambiente: "L'impronta ecologica", il nostro "peso" sulla terra

Wackernagel spiega quali sono i comportamenti ecocompatibili

Nell'ambito del processo di Agenda 21 locale,ieri nella sede dell'assessorato all'Ambiente si svolto un incontro con professor Mathis Wackernagel , lo studioso svizzero, americano ritenuto oggi uno dei maggiori studiosi e divulgatore internazionale di questo procedimento di calcolo dell'impronta ecologica.

Presentato dall'assessore all'Ambiente Orazio D'Antoni, il quale ha ricordato che "questa conferenza è l'unica che lo studioso tiene in sud Italia e che il Comune di Catania ha organizzato questo seminario di studio, conferenza per informare i cittadini su temi così importanti per il nostro futuro e come supporto al processo di Agenda 21 locale".

Il metodo dell'impronta ecologica è stato elaborato negli anni ottanta dall'ecologo William Rees dell'Università della British Columbia in Canada . Il professore Warkenagel è stato uno dei suoi più stretti collaboratori ed oggi è uno dei maggiori esperti di questo metodo.

"L'obiettivo che si prefigge di raggiungere questo metodo, ha spiegato Warkenagel, è quello di raggiungere un'economia realmente sostenibile, rispetto alle capacità rigenerative ed assimilative dei sistemi naturali che ci consentono di vivere ed è basata su di un principio di equità che impedisca il prosieguo di intollerabili iniquità sociali di cui è purtroppo ricco il mondo odierno".

In poche parole l'impronta ecologica è un integratore ambientale di tipo aggregato che esprime il livello di risorse necessarie ad una comunità per il suo sostentamento.

Scientificamente viene definita come " l'area totale di ecosistemi terrestri e acquatici richiesta per produrre le risorse che una determinata popolazione (un individuo, una famiglia, una comunità, una regione, uno stato) consuma e per assimilare i rifiuti che la stessa popolazione produce"

"La terra, continua lo studioso, non è un limone da spremere , ma un giardino continuo di cui possiamo disporre per soddisfare i nostri bisogni, e anche quello dei nostri figli e dei lo0ro discendenti".

I dati sciorinati dallo studioso sono allarmanti: attualmente l'umanità consuma le risorse naturali con una velocità del 20 per cento in più rispetto alla capacità della terra di rinnovarle. Il crac ecologico è quindi inevitabile.

L'impronta ecologica calcola quanto terreno serve a sostenere la produzione di quello che consumiamo e lo smaltimento dei rifiuti prodotti. Quindi diventa il misuratore della quantità di spazio che nell'arco di un anno è necessario per sostenere un definito stile di vita. Il criterio è semplicissimo:più consumiamo distruggendo, più contribuiamo a mettere a repentaglio l'ecosistema del nostro pianeta.

"L'impronta ecologica si calcola in ettari pro capite,conclude Walkernagel, e misura il consumo alimentare , materiale ed energetico basandosi sulla superficie terrestre o marina necessaria per produrre tali risorse o nel caso dell'energia , sulla superficie terrestre necessaria ad assorbire le emissioni di anidride carbonica".

In base ai calcoli effettuati dallo studioso svizzero ogni essere umano ha a disposizione due ettari di terra, ma c'è chi ne utilizza dodici come in America o negli Emirati Arabi, in Italia l'impronta ecologica risulta di essere di 5,51 unità di superficie a persona. Quindi registriamo un deficit ecologico, in pratica ci servono due Italie per soddisfare i nostri livelli di consumo e produzione di scarti. Ed allora cosa fare sul piano concreto? Quattro sono le opportunità prospettate da Warkenagel : aumentare la biocapacità senza distruggere l'ecosistema ; ridurre la richiesta di risorse ; diminuire i consumi individuali; mirare meglio la qualità del consumo. Insomma come dire attenersi ad una sorta di galateo ecologico che miri soprattutto a diminuire gli sperperi.

Ed allora cosa fare per mantenere la propria impronta entro i canoni accettabili di 4- 5 ettari ? Presto detto camminare a piedi o in bicicletta, comprare pochi vestiti ;usare contenitori per i cibi riutilizzabili; evitare sprechi di acqua e capire che non sempre "consumare di più significa essere più felici".

Per verificare se il proprio stile di vita e compatibile con il rispetto delle risorse del territorio e calcolare la propria impronta ecologica basta collegarsi sul sito del comune di Catania ( www.comune.catania.it ) , cliccare sul manifesto e seguire le istruzioni. Il calcolo che viene proposto è una semplificazione del più complesso metodo , che basandosi su alcuni parametri principali ( alimentazione, abitazione,viaggi) stima un'impronta ecologica personale.,

 

Catania 27 ottobre 2004

 

Disponibile la pagina per il calcolo in italiano!
Il calcolo dell'Impronta Ecologica che viene proposto (in lingua inglese)è una semplificazione del più complesso metodo, che basandosi su alcuni parametri principali (alimentazione, abitazione, viaggi) stima un impronta ecologica personale. Sarà interessante verificare se il proprio stile di vita è compatibile con il rispetto delle risorse del territorio ospitante.

Calcolo dell'Impronta Ecologica

 



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