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Il degrado tradizionale del quartiere San Cristoforo, che nel suo insieme ha tutte le caratteristiche del quartiere "povero", si presenta, oggi, con caratteristiche particolarmente accentuate nella sua parte marginale a sud a causa degli effetti urbanisticamente negativi indotti dalla presenza di una zona artigianale e del porto.
Il degrado sociale ed edilizio, il non utilizzo o il sottoutilizzo degli edifici produttivi, ha prodotto in maniera proporzionale, l'abbandono e il degrado fisico degli edifici residenziali. Di contro per la quantità di immobili non utilizzati, di aree libere e liberabili ed anche per il valore non eccessivamente elevato dei terreni ed immobili, la zona presenta notevoli potenzialità, risorse ed occasioni di intervento, forse non riscontrabili in alcuna altra parte della città. L'elemento di separazione fisica tra il quartiere e la zona artigianale a sud è costituito da un salto di quota dove una cava di pietra ha aggredito, all'inizio del secolo, il fronte lavico del margine sud della colata che nel 1669 aggirò la città sino a raggiungere il mare. Tale salto di quota ha assunto nel tempo, le caratteristiche di una linea di concentrazione di elementi di degrado fisico fino a diventare una discarica abusiva. Lungo il fronte est del quartiere, invece, si sono affiancate e sovrapposte nel corso degli anni una serie di funzioni incongrue, in maniera disordinata e non pianificata, provocando un sempre crescente abbandono sia di edifici che di aree libere diventate spesso discariche abusive.
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