Sezioni della Municipalitá
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Sebbene la quarta Municipalità comprenda nel suo territorio un quartiere dalle forti radici storiche e identità comunitarie come "Barriera", la sua attuale caratterizzazione e data oggi soprattutto dalla presenza dell’Università e del Policlinico. Le strutture
della Cittadella sono uno dei più rilevanti "magneti territoriali" dell’intera Sicilia orientale.
Disseminate fino a qualche anno fa in aree incolte, fatte di sciare e di macchia mediterranea
abbandonata a se stessa, servite da poche strade fatte male, negli ultimi dieci anni,
grazie alla continua opera di intervento, manutenzione, progettazione degli spazi connettivi
tra i padiglioni, esse si sono andate configurando come un vero e proprio campus.
Qui hanno sede quattro facoltà (Ingegneria, Farmacia e alcune strutture di Scienze
Matematiche, Fisiche e Naturali, e di Medicina e Chirurgia) con i loro oltre dodici
mila studenti, e dove lavorano oltre settecentocinquanta persone, tra docenti e personale non docente.
Il Policlinico, nel quale operano oltre ottocento persone tra medici e altri
lavoratori, con le sue Unità Operative di Neurologia e Psichiatria, Pediatria, e
delle Chirurgie, dà assistenza ad oltre settecento pazienti al giorno, di cui oltre
trecento per visite ambulatoriali, day hospital, esami clinici e quasi quattrocento in ricovero.
Qui, a poca distanza dalla Cittadella, si è aggiunta negli ultimissimi anni un’altra struttura
che ha contribuito a caratterizzare la Municipalità: il parco Gioeni. Realizzato a distanza di
moltissimi anni dalla sua progettazione, e dopo un lunghissimo periodo di difficoltà e polemiche
d’ogni tipo, il grande parco è diventato fin dall’inaugurazione, nel 1997, meta dei catanesi, ma
anche degli abitanti della prima cinta di comuni etnei, che nei giorni festivi ne affollano i
viali e il belvedere.
Anche le comitive di turisti che, sempre più numerose, sciamano per le vie del
centro storico, cominciano ad inserirlo nei loro itinerari per la vista panoramica di
Catania che si coglie dalla sua sommità. Il punto debole della Municipalità - e dal cui
futuro dipenderà certamente anche il futuro dell’intera Municipalità - rimane invece proprio
quel quartiere fortemente identitario che è "Barriera del Bosco". Si tratta di una vastissima
porzione di tessuto urbano che si e andato costruendo sulle prime propaggini dell’Etna.
Lo caratterizzano strade principali di origine rurale che costituivano le vie di
collegamento tra Catania e i centri etnei e che, pur essendo oggi strade urbane, spesso
non hanno marciapiedi e presentano una sezione troppo ridotta e inadeguata a smaltire bene
il grande traffico di pendolari. Eppure, è prevalentemente lungo queste arterie che si
trovano le attrezzature commerciali di quartiere, le edicole, le rivendite di tabacchi;
tutti esercizi, questi, che servono non solo i residenti che abitano nelle immediate
vicinanze, ma anche i molto più numerosi pendolari.
Tra il vecchio nucleo di Barriera e il ben più recente quartiere di Canalicchio si estende poi un’ampia zona "indistinta" caratterizzata da una confusa frammistione di antiche preesistenze rurali e nuove costruzioni spesso multipiano. Qui, la struttura viaria, anche quando ha grandi dimensioni, non produce immagine di città, ma rimane un insieme di strade "colonizzatrici", necessarie per consentire l’accesso alle lottizzazioni. Si tratta spesso di strade lungo le quali non vi sono che muri di cinta: quelli dei residences, quelli delle attrezzature pubbliche, quelle dei terreni ancora
inutilizzati in attesa di una auspicata (almeno da parte dei proprietari fondiari) edificazione.
Qui gli spazi pubblici non riescono a diventare se non marginalmente spazi di socializzazione: piazza Condorelli Fragalà non è altro che un "buco" rettangolare senza identità nè funzione; piazza Santa Maria del Carmelo è troppo piccola, ma soprattutto confusa per svolgere un ruolo di costituzione di identità. E’ la città della segregazione e dell’individualismo. Per questa Municipalità individuare una prospettiva è un po’ più difficile. Se da un lato la presenza dell’Università rende immediata la riconoscibilità della sua funzione anche
a livello regionale, tuttavia è l’aspetto "di quartiere" che mostra qualche carenza.
La causa è da ricercare nel carattere della urbanizzazione che è avvenuta nelle forme
della città dispersa, dell’esclusione e che mantiene, accanto ad alti livelli qualitativi
degli alloggi e delle parti private condominiali, un’accentuata afasia rispetto a tutto
ciò che è collettivo e che dovrebbe dunque contribuire al riconoscimento dei cittadini
con il quartiere sia da parte degli stessi residenti che da parte degli abitanti nel
resto della metropoli. Lo spazio della crescita dell’identità della quarta Municipalità
sta soprattutto nella riconquista di una dimensione collettiva degli spazi pubblici – e
spesso nella loro creazione ex novo –, nella riconquista di una socialità interna al
quartiere e che non debba esprimersi, come avviene oggi, nei luoghi privilegiati del
centro città, nella familiarizzazione degli abitanti con il loro quartiere.
Contributo editoriale tratto dal volume :
"Catania - I quartieri nella metropoli" a cura di Renato D'Amico - ed. Le
Nove Muse