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Sezioni della Municipalitá

Il Territorio - Il Tessuto Urbano - L'Economia - La Società
Quali prospettive - Servizi - Foto - Il Consiglio Circoscrizionale



Il peso della storia è per la prima Municipalità talmente importante da determinarne inequivocabilmente il ruolo sia attuale sia futuro: Catania si identifica nella via Etnea, in piazza Duomo, in piazza Carlo Alberto, in questi quartieri anche al di là della giusta misura. E' dunque l’identità dell’intera metropoli che rimane legata a questa, tutto sommato, piccola parte di città "compatta" che rappresenta il centro civico di tutta la città "esplosa". Per il futuro si pongono tuttavia alcuni problemi: innanzitutto la permanenza dell’antica divisione tra "città egemonica" e "città subalterna", tra i quartieri rappresentativi e quelli popolari cui spesso non si riconosce alcun valore, che non vengono fatti oggetto di interventi di riqualificazione e che, pertanto, si degradano ogni giorno di più.

Negli ultimi anni, certo, qualche segnale si è visto: al recupero dei tre quartieri poveri della Municipalità si sta cercando di provvedere con interventi pianificati e finanziati dal Fondo Sociale Europeo e dal Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale, nell’ambito del programma Urban.



Il dato importante consiste nel fatto che oggi, a differenza delle filosofie alle quali in passato si ispiravano gli interventi di riqualificazione del territorio, le direttrici dell’intervento fissate dall’Unione Europea, e riprese dal Ministero dei Lavori Pubblici, mirano a proteggere il contesto ambientale e culturale, favorendo il mantenimento della popolazione nelle aree d’insediamento originarie, qualificando le risorse di diversa natura che possono contribuire alla crescita socioeconomica dei quartieri da risanare, con attività formative delle forze lavoro, con misure per attrarre investimenti, con l’attivazione di servizi reali alla popolazione e alle imprese, con azioni di controllo dell’osservanza delle direttive nell’operato degli enti pubblici locali, ecc.

L’avvio del progetto, inizialmente previsto per il 1995, è slittato al 1996 (con conseguente slittamento delle altre scadenze) per la relativa attuazione. Ormai prossima, comunque, è la data entro cui dovranno essere erogati i finanziamenti, ai quali è previsto che contribuiscano, oltre il Fondo Sociale Europeo ed il Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale, lo Stato, il Comune, l’Università ed anche gli artigiani ammessi ai finanziamenti. Per gli artigiani, è previsto che debbano contribuire, limitatamente al 20% delle sole somme stanziate a loro favore. L’iniziativa Urban a favore degli artigiani ha riscosso pieno successo: sono state accolte tutte le domande presentate, di cui 94 per imprese da ammodernare e 58 per imprese da costituire. Per il relativo finanziamento si utilizzeranno anche parte delle risorse che avrebbero dovuto essere destinate al recupero e riattamento dell’ex deposito dell’Azienda Municipalizzata Trasporti di via Plebiscito, di proprietà comunale.



Oltre all’erogazione di fondi corrisposti a fondo perduto, a favore delle piccole imprese artigianali presenti nell’area, è prevista l’erogazione di servizi, e ciò al fine di fornire, alle stesse, un valido supporto tramite un’adeguata assistenza normativa e commerciale. Anche l’Università è chiamata a svolgere un ruolo importante: il grande recupero del Monastero dei Benedettini potrebbe essere nei prossimi anni un volano per il recupero dell’intero quartiere circostante. Ma non solo.

Nell’ambito dello stesso progetto Urban è prevista la ristrutturazione funzionale ed urbanistica di due edifici monumentali di sua proprietà (un edificio in via Dusmet e l’ex Chiesa della Purità in via Santa Maddalena), nonché quelli relativi alla sistemazione a verde attrezzato di un’area di proprietà mista (Comune – Università) di 600 mq circa.



Tutti interventi, questi, che potranno innescare processi di recupero a più vasto raggio. Oltre che alla contribuzione finanziaria, inoltre, l’Università sarà tenuta, con un vincolo decennale, a destinare appositi locali a precisi servizi, previsti dal progetto Urban, nel campo delle attività formative della forza lavoro, di assistenza sociale, ecc. Un secondo importante piano di interventi che coinvolge la Municipalità "Centro" è il "Patto Territoriale Catania Sud", approvato dalla Commissione Europea, per la parte che interessa il porto di Catania. Esso tenderebbe a favorire, in stretta intesa con il programma redatto dall’Autorità Portuale, uno sviluppo specialistico, indirizzato a tre settori principali: crocieristico, del cabotaggio e del diporto. A proposito di quest’ultimo, in particolare, le prospettive future spingerebbero alla realizzazione di un porticciolo a servizio esclusivo della nautica di diporto, date le assai ridotte strutture oggi complessivamente disponibili su tutta la costa catanese (circa 300 posti barca), rispetto a quelle che appaiono le potenzialità della domanda.



Al di là dei finanziamenti CEE, l’Autorità portuale intende, infine, promuovere le potenzialità del porto anche in relazione alla sua funzione commerciale, in considerazione dell’importanza crescente dei traffici nelle rotte del Mediterraneo, in un contesto di internazionalizzazione sempre più accentuata del mercato globale. A fronte di questi segnali, grandi sono le potenzialità della Municipalità soprattutto in quei settori dove alle tradizionali vocazioni se ne sono aggiunte oggi di nuove: il commercio, l’artigianato di qualità e l’uso del tempo libero.



L’elenco dei problemi più importanti che occorrerà affrontare nel prossimo futuro per confermare il ruolo centrale della prima Municipalità nella metropoli catanese e, in ultima analisi, in tutta la sub regione orientale della Sicilia, inizia con il recupero integrato dei quartieri storici popolari attualmente in stato di crescente rapido degrado, abitati sempre più in modo pervasivo da immigrati extracomunitari anche irregolari. E in questa direzione una questione ormai divenuta centrale è quella delle fatiscenti sopravvivenze del vecchio San Berillo con il suo "popolo" di prostitute e delinquenti, che, occupando una vasta area interna al centro storico, costituisce una sorta di barriera naturale ed un limite anche sociologico allo sviluppo dell’intero centro. Altre questioni riguardano l’antica vocazione economica commerciale della Municipalità: Via Etnea, è già da alcuni anni in una fase di lento, ma costante declino a causa della concorrenza del Corso Italia e dei quartieri orientali della città, da un lato, e dei grandi ipermercati aperti negli ultimi anni lungo i confini di Catania. Oggi, vi è quasi una decisa separazione dei "mercati" fra il vecchio e il nuovo "centro" commerciale: Via Etnea e il suo territorio è aperto ad una clientela che proviene dai paesi della provincia; Corso Italia, con i suoi negozi eleganti, è destinato ad una clientela catanese medio ed alto borghese. E' necessario che nella prima Municipalità la funzione commerciale venga incrementata; e per farlo non sarà sufficiente aspettare che si avviino interventi analoghi a quelli sopra evocati, ma bisognerà, nell’attesa, inventare incentivi analoghi a quelli che hanno consentito l’affermarsi del fenomeno dei locali notturni. Ed al tema delle attività commerciali è connesso da sempre quello della viabilità e dei parcheggi. Una questione, questa, per la quale è auspicabile una sempre maggiore e sempre più decisa estensione della cosiddetta "zona a traffico limitato" (ZTL), con la realizzazione di parcheggi ai margini, e la razionalizzazione del sistema di trasporto pubblico, sia in superficie che sotterranea. E infine c’è da affrontare la ritrovata vocazione turistica del centro, e più in generale la sua valenza come spazio privilegiato per quelle dimensioni di vita aggregata che riguardano l’uso del tempo libero in favore di catanesi e non, di giovani ed anziani. Accanto, così, al recupero di importanti edifici pubblici, si pone il problema degli spazi museali e della loro organizzazione e gestione in un moderno sistema di rete. Lungo è l’elenco dei musei che ancora mancano a Catania, soprattutto se si considera che il ritrovato Castello Ursino, destinato naturalmente ad essere museo delle collezioni, è già insufficiente ad ospitare le collezioni che vi si trovano. Ed è inevitabile che proprio questa Municipalità sia la più vocata alla presenza di musei e pinacoteche, non fosse altro che per la presenza qui del maggior numero di grandi contenitori storici destinabili a funzioni culturali di prestigio. Lo stesso vale per quelle strutture ricettive, alberghi e pensioni che richiederebbero d’essere adeguati alla nuova domanda turistica, e per quegli edifici che potrebbero utilmente essere destinati a funzioni turistico-alberghiere.



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