Sezioni della Municipalitá
Il Territorio -
Il Tessuto Urbano -
L'Economia -
La SocietàQuali prospettive -
Servizi -
Foto
-
Il Consiglio Circoscrizionale
Oltre che sul piano dell’articolazione degli spazi, anche nell’immaginario collettivo dei catanesi il ruolo egemonico all’interno della nona Municipalità spetta indubbiamente al quartiere di Librino. E’ questo che dà "significato" alla Municipalità; un significato che sta tutto nel fatto di costituire l’esemplificazione più classica del quartiere-ghetto.
La storia del quartiere e dei progetti di urbanizzazione falliti, l’assenza di molte delle infrastrutture essenziali, il paesaggio
urbano dove il degrado si alterna a grandi spazi desolatamente vuoti, dove persino le strade interne e quelle di collegamento con le
altre circoscrizioni e gli altri quartieri, che altrove sono più o meno affollate di negozi e strutture di varia natura, costituendo
luoghi di incontro e aggregazione, hanno la dimensione e l’aspetto di larghe "superstrade" attraversate da cavalcavia pedonali la
cui inutilità è evidente nella generale solitudine delle vie scarsamente trafficate, la mancanza di gran parte di quelle strutture
di servizio, pubbliche e private, indispensabili ad una completa ed efficace fruizione del quartiere da parte dei suoi stessi
abitanti ne fanno un enorme contenitore di popolazione appartenente alle fasce più deboli e subalterne della città come dell’intero
territorio metropolitano.
Tutto ciò trova piena conferma nei dati di cui è possibile fin qui disporre. A cominciare dalle statistiche demografiche che
qualificano la Municipalità, con i suoi attuali 40.960 residenti, come una tra le più popolose. L’andamento della popolazione
tra il 1991 e il 1997 è regolarmente crescente, addirittura di circa mille persone ogni anno, nel quadriennio tra il ’91 e il
’95; tanto che alla fine dei sei anni considerati i residenti sono cresciuti e di ben 11,5 punti percentuali.
Dietro questa crescita c’è una "appetibilità" della Municipalità soprattutto per le classi più modeste, legata all’edilizia economica
e popolare, per un verso, e all’abusivismo, per altro verso. Così, nel 1997, la nona Municipalità spicca fra tutte le dieci della città
per il più elevato e positivo saldo relativo ai cambi di domicilio: mentre sono 625 gli abitanti che in quell’anno hanno scelto di
trasferirsi in altre circoscrizioni, 963 sono quelli che da altre circoscrizioni sono venuti ad abitare qui. A questo dato fa da
contraltare un valore del saldo migratorio, negativo e pari a 136, che pone la Municipalità al primo posto in graduatoria rispetto
a tutte le altre. Come dire, cioè, che questa è la Municipalità dove più alto in assoluto è il numero di abitanti che da qui si
trasferiscono a vivere altrove fuori città.
In qualche modo la nona Municipalità si presenta, dunque, come uno straordinario magnete per le classi più povere e deboli.
La conferma sociologica sta nel fatto che qui si addensano le famiglie più numerose della città, mentre sempre qui il tasso
di natalità fa registrare valori assai elevati. Non sono però tanto le nascite a determinare quel saldo naturale così elevato
da aver decretato per la Municipalità il primo posto in questa graduatoria in città. Piuttosto, lo è il basso tasso di mortalità.
Per questa ragione ci sentiamo di dire che la nona Municipalità ha tutta l’aria di apparire come luogo privilegiato soprattutto per
le famiglie più giovani. Quasi un "quartiere- parcheggio", dove giovani famiglie appartenenti alle classi più deboli scelgono di andare
ad abitare in attesa che "tempi migliori" possano offrire loro l’opportunità di andare a vivere altrove, magari fuori città.
Se questo è vero, il fenomeno si presta ad una preoccupante interpretazione rispetto a quel disagio giovanile che in questa
Municipalità assume toni particolarmente allarmanti. E’, infatti, in questo desolante paesaggio urbano privo quasi di tutto,
dove per decenni persino le due chiese hanno vissuto stentatamente (ancora oggi una delle due chiese è ospitata nella palestra
di una scuola), che avviene la socializzazione e la formazione valoriale e culturale delle grandi schiere di minori, membri delle
numerose giovani famiglie presenti qui, che "affollano" la Municipalità. L’esito è quasi inevitabilmente costituito da un tasso di
dispersione scolastica e da una criminalità
minorile che pongono la Municipalità ai primissimi posti nelle rispettive graduatorie fra le dieci circoscrizioni cittadine.
L’assenza di un tessuto economico che renda la Municipalità totalmente autosufficiente, i bassi livelli di reddito della popolazione,
cui certamente corrispondono elevatissimi tassi di disoccupazione, l’estrema difficoltà dei collegamenti con la città e le sue
opportunità di lavoro che rendono la Municipalità "marginale" pure dal punto di vista spaziale, sono tutti fattori ostativi,
questi, anche alla presenza di cittadini extracomunitari.
Contributo editoriale tratto dal volume :
"Catania - I quartieri nella metropoli" a cura di Renato D'Amico - ed. Le Nove Muse