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Se attualmente la settima Municipalità ricopre ancora un ruolo essenzialmente residenziale, purtuttavia alcuni degli elementi cui si è fatto cenno, consentono di prevedere funzioni più pregiate e con una buona valenza identitaria. In primo luogo il nuovo ospedale Garibaldi che, come è facile prevedere, darà l’opportunità di sviluppo al tipico indotto delle grandi strutture ospedaliere.
Anche la presenza delle grandi aree inedificate può diventare un’occasione di sviluppo. Non si capisce, per esempio, perché una città costruita con la lava, sulla lava e che, a volte, è stata distrutta dalla lava debba cancellare dal suo paesaggio urbano questo materiale nelle sue forme e consistenza naturali.
Alcune delle distese di sciara che si affacciano a mò di terrazza sulla circonvallazione potrebbero diventare una sorta di "parco di lava", un parco senza alberi, ma con le piante colonizzatrici tipiche di questi terreni, con minimi interventi antropici, in cui il paesaggio lunare potrebbe non solo contribuire a far riconoscere ai catanesi uno degli elementi della loro vita, ma essere interessante per i turisti che con la lava non hanno dimestichezza. Il PRG in discussione coglie molto opportunamente queste occasioni e propone infatti il grande parco urbano che coinvolge in parte anche la Municipalità ottava, ma fa riferimento anche alle terrazze di sciara.
Tuttavia i problemi di grave marginalità che caratterizza, in particolare, i quartieri di edilizia residenziale pubblica rappresentano, se non risolti tempestivamente, il vero freno al possibile sviluppo dell’intera Municipalità. Le condizioni di devianza spesso riscontrate in questi quartieri e di cui sono ricche le cronache locali, così come finora hanno rappresentato il suggello alla marginalità e marginalizzazione di Monte Po e Nesima, possono infatti vanificare le ricadute positive che si potrebbero avere dalla messa in funzione dell’ospedale o dalla prevista realizzazione di un nuovo cimitero a Monte Po. La creazione di nuove imprese, il rilancio (o la nascita) delle attività commerciali o artigianali che potrebbero essere stimolati, infatti, hanno bisogno di pace sociale, di ridotto rischio, di vivibilità dei quartieri. Qui forse più che altrove, il futuro si gioca su una politica integrata di riqualificazione che aggredisca le sacche di emarginazione da diversi fronti e contestualmente. Le scelte di tipo urbanistico non potranno che essere in buona parte conseguenza di un progetto/processo di tipo sociale ed economico per Monte Po e Nesima.
Contributo editoriale tratto dal volume :
"Catania - I quartieri nella metropoli" a cura di Renato D'Amico - ed. Le Nove Muse