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Il Consiglio Circoscrizionale
Come tutte le altre, anche la settima Municipalità è costituita da diversi quartieri. Due, in particolare, Nesima e San Leone, seppure la loro storia è ben più recente rispetto ai tradizionali quartieri della città, sono concepiti ormai come veri e propri "quartieri" nell’immaginario collettivo.
Un terzo, invece, l’area a nord del viale M. Rapisardi, non costituisce un quartiere nella sua accezione classica, ma ciò nonostante costituisce all’interno della Municipalità una zona con proprie particolarità urbanistiche, economiche e sociologiche che la rendono "distinta" dalle altre.
La Municipalità ha come grande asse viabilistico il tratto più orientale della circonvallazione (viale Fontana e viale Bolano), che ormai si configura come un vero e proprio viale urbano che attraversa da ovest a est tutta la città di Catania. E’ compreso nella Municipalità anche lo svincolo realizzato all’incrocio tra la circonvallazione e la via Palermo che consente di dirigersi a Misterbianco e a Lineri. In direzione nord-sud le strade più importanti sono il tratto terminale di via Palermo, via Lineri e via Eredia. Il quartiere di Nesima Superiore risale alla fine degli anni Cinquanta, allorché venne realizzato dall’INA Casa per ospitare 7500 abitanti su una superficie di circa 45 ettari.
Questa scelta confermò che Nesima, come Picanello, Cibali e Barriera, già dagli anni Trenta considerata area di "naturale" espansione urbana di Catania, doveva diventare un’area di edilizia economica e popolare. La scelta fu anche dettata da motivi economici: all’inizio degli anni Cinquanta, infatti, le aree continuavano a mantenere qui prezzi pari all’incirca al 5% rispetto alle aree limitrofe a corso Italia, per esempio. L’intervento di Nesima Superiore, che dovrebbe essere un quartiere autosufficiente, ma che rimane sostanzialmente privo della maggior parte delle attrezzature, fu realizzato subito. Più recente l’insediamento del Villaggio Monte Po che è il più orientale tra i quartieri satellite realizzati negli ultimi trenta anni a Catania. Realizzato dal CEP nel 1969, è stato progettato da uno dei più importanti urbanisti italiani di quegli anni, F. Gorio, su un’area di 25 ettari nei quali dovevano essere ospitati 5 mila abitanti; una cifra, questa,
che è stata raggiunta a metà degli anni Ottanta.
Successivamente, soprattutto attorno al tratto finale di viale M. Rapisardi, si è verificata la progressiva saturazione del tessuto urbano con edifici plurifamiliari in linea o a palazzina realizzati su iniziativa privata, ma secondo standard non molto diversi da quelli di edilizia popolare dei quartieri vicini.
Lo spazio pubblico presenta caratteristiche diverse nei vari quartieri che costituiscono la Municipalità. L’insediamento di Nesima è realizzato a cavallo del viale F. Fontana con strade di ridottissime dimensioni e slarghi, come piazza Pio X, che dovrebbero svolgere la funzione di centro del quartiere. Tuttavia, la cronica carenza di attrezzature pubbliche, l’assoluta mancanza di attenzione nell’arredo urbano e il carattere poco socializzante del quartiere, non consente a questi pur piccoli spazi di assumere funzioni collettive significative. Anche il quartiere a nord del viale M. Rapisardi presenta una maglia stradale ortogonale, ma la maggiore sezione stradale, la presenza di pur piccoli giardini privati, oltre che le caratteristiche un pò meno povere dei fabbricati e la presenza di piccole attività commerciali e artigianali, conferisce un aspetto certamente più accattivante ed una maggiore vivibilità.
Un discorso diverso va fatto per Monte Po che rimane ancora oggi un quartiere satellite quasi del tutto separato dal corpo vivo della città di Catania, in posizione più marginale anche in rapporto a parecchi dei piccoli centri della prima corona periferica. Alla migliore qualità degli edifici e degli alloggi (almeno nella formulazione progettuale) corrisponde una ridotta leggibilità del tessuto urbano caratterizzati dai due ampi larghi Guastella e Favara. Ancora una volta la quasi totale assenza di attrezzature pubbliche e l’abbandono in cui versano tutti gli spazi pubblici, contribuisce alla percezione del quartiere come ghetto.
Ma il territorio circoscrizionale è caratterizzata anche da altri due elementi che meritano attenzione per le prospettive che possono offrire in futuro all’intera settima Municipalità. Il primo è il nuovo grande ospedale Garibaldi che, quando sarà in funzione, collocherà Nesima al centro di dinamiche subregionali importanti per la funzione svolta dal presidio sanitario con riferimento all’intero bacino della Sicilia sud-orientale. Il secondo è rappresentato dai vasti spazi inedificati che si estendono non solo a nord della circonvallazione, verso Misterbianco, ma anche a sud, tra Monte Po e l’ottava Municipalità. Questi sono in parte ancora utilizzati per l’agricoltura (ma si tratta di usi "d’attesa" rispetto a funzioni che potrebbero essere più legate ad una condizione urbana); ma soprattutto si tratta di sciare che introducono dentro la città vere e proprie "riserve" di terreno quasi incontaminato, selvaggio.
Contributo editoriale tratto dal volume :
"Catania - I quartieri nella metropoli" a cura di Renato D'Amico - ed. Le Nove Muse