Comune di Catania

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Ognina - Picanello

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Sezioni della Municipalitá

Il Territorio - Il Tessuto Urbano - L'Economia - La Società
Quali prospettive - Servizi - Foto - Il Consiglio Circoscrizionale

E’ questa la Municipalità che, fra le dieci Municipalità catanesi, occupa il secondo posto in graduatoria per numero di residenti, con i suoi 56.673 abitanti del 1997. Nell’arco di tempo compreso tra il 1991 e quest’ultimo anno l’andamento dei residenti si presenta decrescente sino al minimo storico del 1993, per poi riprendere regolarmente a salire sino al massimo del 1996. Alla fine, nell’intero periodo, qui la popolazione è cresciuta di poco più dell’uno per cento. La poca omogeneità della Municipalità è alla base, però, di dati che per certi versi risultano contraddittori. Ricordiamo, infatti, che il territorio della seconda Municipalità è occupato da quartieri e zone profondamente diverse tra loro, dal punto di vista sia strutturale, sia economico e sociale. Alla "ricchissima" zona di corso Italia e buona parte del lungomare, dove si addensano i grandi palazzi più signorili che hanno sostituito, negli anni del sacco edilizio della città, le splendide ville liberty degli anni a cavallo tra il secolo scorso e l’attuale (un esempio per tutti è l’ormai scomparsa villa Ayala), e dove si affollano i negozi più eleganti della città, si contrappongono, sia a sud che a nord, i vecchi quartieri di Ognina e, soprattutto, di Picanello, e le zone piccolo borghesi, ma con alcune isole di particolare degrado, che declinano verso la Stazione ferroviaria. Così, è in questa Municipalità che il saldo naturale fa registrare un valore negativo, pari a 128. Un saldo negativo, questo, che, nel complesso della città, la seconda Municipalità condivide solo con la terza. E che probabilmente deve attribuirsi proprio alle zone più medio ed alto borghesi della Municipalità, mitigato peraltro dalla presenza di quei quartieri più popolari, primo fra tutti Picanello, dove certamente si mantiene ancora salda l’abitudine a far figli.

Se letto in questa chiave, si comprende anche il dato, apparentemente strano, del saldo per cambio di domicilio: nella Municipalità, nel 1997, sono più numerosi quelli che vanno piuttosto che quelli che vengono ad abitare. Certo, sull’appetibilità delle strutture residenziali della Municipalità incidono i prezzi altissimi delle case intorno a corso Italia e al lungomare. Tanto da sconsigliare persino quelle famiglie medie ed alto borghesi che, alla fine optano probabilmente per abitazioni altrettanto eleganti, ma ben più comode, "fuori" città. Ma su quell’appetibilità incidono anche, e non poco, i caratteri a volte di evidente degrado di alcuni quartieri e zone interne.

Così, si comprende anche il dato relativo al saldo migratorio, cioè la differenza tra chi immigra e chi emigra dalla Municipalità; un saldo positivo, questo, che pone la Municipalità al terzo posto fra le dieci cittadine, in assoluta controtendenza rispetto al saldo del cambio di domicilio. Il dato va con ogni probabilità messo in correlazione con la presenza di cittadini stranieri, soprattutto extra-comunitari, che sono qui presenti in numero decisamente elevato, tanto da porre questa Municipalità al secondo posto, dopo la prima (Centro storico), in questa speciale graduatoria delle dieci Municipalità cittadine. Segno evidente, questo, della disomogeneità della Municipalità fra zone egemoniche e zone subalterne, fra realtà sociali ricche e povere, fra centralità e perifericità. Più che il quartiere di Ognina, i cui tratti culturali sono in parte derivate dalla sua originaria natura di borgo marinaro, e in parte dall’essere stato il suo territorio coinvolto da uno sviluppo edilizio residenziale tutt’altro che popolare, e il quartiere di Picanello quello, nella seconda Municipalità, dove vivono i ceti subalterni. Rispetto ai quartieri meno fortunati dell’area sud e sud occidentale della città, San Cristoforo, Angeli Custodi, San Giorgio, ecc., quartieri che fin da subito si sono definiti come luogo dei diseredati della città, il carattere popolare di Picanello assume una "dignità" diversa. Probabilmente all’origine di questo dato sta la natura più "rurale" che "urbana" del quartiere, testimoniata già dal secolo scorso allorché Gentile Cusa immaginava di poter vedere qui realizzate le residenze più rappresentative della città, mentre diverse famiglie scelsero questo quartiere per edificare alcune villette con giardino, e confermata ancora oggi da un assetto urbano dove ancora molte sono le piccole strutture abitative con piccole porzioni di terreno salvatesi dalla furia demolitrice del sacco edilizio catanese degli anni cinquanta e sessanta. Il risultato e quello di un quartiere che vive con maggiore dignità la propria condizione di povertà, e dove, nel complesso, il degrado appare meno grave che altrove e la qualità della vita meno compromessa. Una conferma sta nel fatto che qui, rispetto a tutte le altre Municipalità, la dispersione scolastica e tra le più basse: nel 1998 appena lo 0,8%. Altrettanto basso è il numero di minori provenienti da questo quartiere arrestati nel decennio ’90 rispetto ai quartieri tradizionalmente "a rischio". Tutto ciò, anche se resta il dato allarmante del fatto che proprio negli ultimissimi anni la seconda Municipalità ha dato un contributo crescente al fenomeno della criminalità minorile a Catania: i minori arrestati provenienti da questa Municipalità, che erano 7 nel 1996, sono passati a 20 nel 1997, e a 14 nel 1998.


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