Cimitero Monumentale di Catania

Cimitero Monumentale di Catania

Pubblicato il:

17 dicembre 2018

Ultima revisione:

11 dicembre 2019

Il Cimitero monumentale di Catania sorge in via Acquicella, nell'omonimo quartiere a nord della Zia Lisa, fu aperto nel 1866, su di un terreno che in precedenza apparteneva alle monache di Santa Chiara.

Storia

Premesse attraverso norme

L'editto di Saint Cloud emanato da Napoleone Bonaparte nel 1804 vietò che le sepolture fossero effettuate all'interno delle chiese e, dopo il Congresso di Vienna, il Regno delle Due Sicilie legiferò nel 1817 seguendo proprio le direttive ereditate dalla Francia. In questo periodo il duca di Sammartino propose al consiglio provinciale di realizzare un cimitero per ottemperare al termine ultimo del 1° gennaio 1831 fissato dal decreto reale del 12 dicembre 1828, il quale affermava che entro tale data fossero ultimati tutti i cimiteri del regno.

Gli esperimenti e i tentativi falliti

Nel 1835 nella zona della Plaia si iniziò la costruzione di un camposanto, per far fronte alla grave epidemia di colera del 1837, l'incarico fu affidato a Sebastiano Ittar, ma il luogo scelto non fu molto idoneo in quanto il terreno era fortemente sabbioso e i cani riuscivano a dissotterrare i corpi, e quindi non era conforme alle direttive vigenti in materia.

A marzo del 1856, l'ingegnere Eligio Sciuto riceve l'incarico per redigere il progetto del cimitero che sarebbe sorto su di un terreno comunale, denominato "Fondo del Crocifisso", conforme ai regolamenti del regno, ma gli eventi politici accaduti nel 1860, quali lo sbarco a Marsala dei Garibaldini, la caduta dei Borboni e la costituzione del Regno d'Italia, ostacolano la prosecuzione del progetto.

L'apertura ufficiale

Le leggi Siccardi del 1866 e del 1867 abolirono le corporazioni religiose e ne confiscarono i beni, tra i quali la tenuta di Santa Chiara, ove vi era un vigneto. Il terreno, ritenuto adatto alla costruzione del camposanto, sia per le caratteristiche tecniche, per la sua posizione geografica, si trovava in contrada Acquicella. All'epoca il centro abitato era distante circa un chilometro dal luogo dove sarebbe sorto il cimitero, inoltre la sua posizione era favorevole ai venti dominanti, condizione necessaria per rispettare appieno la legge sulla sanità pubblica del 20 marzo 1865 e il successivo regolamento dell'8 giugno di quello stesso anno.

Il cimitero aprì nel 1866, circoscritto da una recinzione in legno: ora non restava che provvedere al lato artistico del progetto, l'incarico di trovare un progettista fu dato all'ingegnere comunale Ignazio Landolina, che contattò dapprima il professor Mariano Falcini di Firenze, ma il suo progetto fu accantonato. In seguito la scelta cadde su Leone Savoja, che si era brillantemente occupato del cimitero monumentale di Messina; il 15 ottobre del 1871 fu emanata la delibera che rese Savoja ingegnere specialista per la sistemazione del camposanto.

Furono costruiti due ingressi, quello principale, costituito da un corpo di fabbrica in stile neoclassico a tre fornici chiusi da cancelli e quello secondario che dà accesso diretto al viale delle Confraternite. Il terzo ingresso in Via Acquicella, fu realizzato negli anni sessanta del Novecento a seguito dell'ampliamento del camposanto.

Alcune opere d'arte

  • La cappella Fichera (1915), la cappella Patanè (1918) e la cappella Fortuna (1927) realizzate dall'architetto Francesco Fichera;
  • La cappella Sisto Alessi (1884), la cappella Spampinato (1900) e la cappella Tomaselli (1905) dell'architetto Carlo Sada;
  • La stele Cardone di Antonio Ugo;
  • Monumento alla Sapienza di Enzo Assenza (1948).

 

Viale degli Uomini Illustri

 

Sul Viale degli Uomini Illustri di Catania riposano quegli uomini che hanno fatto la storia della città Etnea. Accanto alla tomba di Giorvanni Verga ci sono il mausoleo di Angelo Musco, quello dedicato agli indipendentisti siciliani che persero la vita negli anni ’40 e ancora le tombe di pittori e scrittoli e le cappelle di famiglie che hanno reso famosa catania in tutto il mondo.

 

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Giuseppe De Felice

Poco distante dall'ingresso principale (tre cancelli), alla fine di una scalinata in "Lava", sorge la Tomba di Giuseppe De Felice

Giuseppe de Felice Giuffrida

Note Biografiche

Giuseppe de Felice Giuffrida

Giuseppe de Felice Giuffrida (Catania, 11 aprile 1859 – Catania, 19 luglio 1920) è stato un politico italiano, d'ispirazione socialista. Promotore dei Fasci siciliani, fu eletto deputato dalla XVIII alla XXV Legistraura, presidente del consiglio provinciale e sindaco del capoluogo etneo.

D'ispirazione socialista si mantenne inizialmente indipendente dal partito ufficiale, fu sindacalista e direttore del giornale democratico «L'Unione». Laureatosi in giurisprudenza all'Università di Catania[1], venne eletto deputato nel 1892, e fu uno dei principali organizzatori dei Fasci dei lavoratori in Sicilia. Subì la repressione del governo Crispi, arrestato venne condannato a 18 anni di carcere dal tribunale militare di Palermo. Trascorse in carcere due anni, ed usufruendo dell'amnistia tornò libero ed alla fine aderì al Partito Socialista Italiano. In seguito sostenne i socialriformisti di Ivanoe Bonomi e Leonida Bissolati. Nel giugno 1902 fu eletto prosindaco di Catania e guidò la prima amministrazione di sinistra della città, venendo ricordato per aver istituito i forni municipali nel tentativo di sostenere i bisogni essenziali delle classi popolari. Eletto Presidente del Consiglio Provinciale il 10 agosto 1914, vi rimase sino alla morte. Negli anni della prima guerra mondiale, si mostrò interventista, al contrario del resto del PSI, da cui uscì per aderire al movimento socialista riformista. Fu tumulato al cimitero di Catania.

Il profilo della sua persona è alquanto complesso: alcuni lo considerarono un maestro, tanto che la sua corrente politica chiamata per l'appunto defeliciana ottenne il governo della città di Catania e della provincia, incidendo a fondo nella vita politica d'inizio Novecento; da altri verrà considerato populista e persino demagogo


Palazzina Uffici "Storica"


Monumento ai Migranti.


"L'azzurro del cielo": un polo museale tra arte, architettura e natura nel Cimitero di Catania

La Storia, Le Cappelle Gentilizie

Cenni storici ed architettonici del "Cimitero Monumentale di Catania" a cura di Cettina Santagati. Tratto da "L'azzurro del cielo": un polo museale tra arte, architettura e natura nel Cimitero di Catania, Documenti DAU n. 31, Edizioni Caracol, Palermo, 2006, di Cettina Santagati.

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