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3 ottobre 2013

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Giovedì 3 ottobre 2013 ore 21,00
Castello Ursino - Piazza Federico di Svevia Catania

 

Spettacolo teatrale “I monologhi della Darboka”
di e con Giorgio Rizzo
regia di Emma Scialfa
Associazione MotoMimetico
Ingresso a pagamento

 

I dialoghi della Darboka - Castello Ursino - Giovedì 3ottobre 2013 ore 21,00 - di e con Giorgio Rizzo - Motomimetico - Locandina resize2


"I monologhi della Darboka" - Locandina pdf

 

Rassegna "Percorsi d'autunno"


L'Associazione MotoMimetico
presenta

Spettacolo teatrale “I monologhi della Darboka”
 monologo parlato e suonato
di e con Giorgio Rizzo
regia di Emma Scialfa

Ingresso a pagamento

 

Giorgio Rizzo - I monologhi della Darboka - 1 resize

 

E’ un monologo parlato suonato, tra serio ed il faceto, ideato, scritto e Interpretato da Giorgio Rizzo. Dichiarazione di un'ossessione di un percussionista delirante che dal ritmo del cuore costruisce il suo viaggio verso il ritmo, l'ascolto, l'ironia e l'antropologia del ritmo. Accompagnato dalla sua amata Darboka, viaggia sul fiume di parole e di suoni primordiali e ancestrali, descrivendo il mondo dal punto di vista di chi del suono ne ha fatto "malattia".
In scena Giorgio Rizzo percussionista, mattatore prestato per l’occasione al teatro e la Darboka strumento per eccellenza del mondo medio orientale che unisce la musica nel mondo arabo alla Romania, Juogoslavia sino alla Grecia, alla Turchia ed oltre. La sua tecnica prende spunto, per certi versi dalla tabla indiana, infatti viene chiamata tabla egiziana e dallo Zarb iraniano, con un approccio sempre legato ai movimenti ritmici Afro.
Originariamente il fusto è in coccio, ma le versioni moderne professionali da concerto sono in alluminio, rame e ottone, con la pelle sintetica, per garantirne sempre la tonalità e la coerenza di suono.


Giorgio Rizzo, percussionista multi-etnico, che da 15 anni si occupa di etnologia medio orientale, la sua formazione proviene da diversi maestri col quale ha studiato tra i quali: Glen Velez, Hossam Ramzy, B. Chemirani. Vanta molteplici esperienze nel mondo discografico con particolare attenzione per la lounge, alcuni dei suoi brani sono presenti nelle raccolte tra le altre di Buddha Bar. Ha partecipato a svariati progetti di musica etnica esibendosi al “Festival Sete Sois Sete Luas”, in Brasile a San Paolo con “L’Orchestra do mediterraneo”, con Tom Ze e diversi altri. Attualmente conduce progetti di ricerca musicale e fusioni etnica, occupandosi anche molto di ritmo rivolto alla danza da quella orientale sino a quella contemporanea.

 

Spettacolo scritto, ideato e interpretato da: Giorgio Rizzo
Regia: Emma Scialfa - Produzione: MotoMimetico 2012

 

Giorgio Rizzo - I monologhi della Darboka - 3 resize

RECENSIONE
Rizzo ardito funambolo del ritmo
Al Piccolo Teatro la performance del percussionista ne «I monologhi della darboka» prodotto da Emma Scialfa

CARMELITA CELI – La Sicilia 25 Marzo 2013
Sublimi rumori fuori scena. Mano contro mano come fanno i “cantaores” del flamenco battendo «las pal- mas» intorno al tablao solo che lui è due volte più sonoro, più incalzante, più orchestrale. Una manciata di secondi ed è in scena, tutto intero, e si percuote, tutto intero:
da capo a piedi (finanche le tasche cariche di spiccioli), con le mani e con i piedi, a tratti sembra Pinocchio in marcia. In realtà lui non è lì per lui ma per lei, la fedele darboka, membranofono tanto amato dai nostri cugini nordafricani che l’attende paziente e sottomessa, accoccolata ai piedi d’uno sgabello, al centro della scena. Ma lui è lì anche per lui, il Ritmo, perché Giorgio Rizzo «natural born percussionist», percussionista nato, musicista e mattatore arguto e realmente dotato  è un “tossico” del ritmo. E reo confesso: «Lo so, lo so, lo
capisco, sono qui apposta per dirlo: io so- no affetto da dipendenza da ritmo».
L’idea  e lo spettacolo di Giorgio Rizzo, «I monologhi della darboka», nei giorni scorsi al Piccolo Teatro su proposta e produzione di MotoMimetico della danzatrice, coreografa Emma Scialfa, non è solo esaltante come ogni vera performance d’un vero solista deve e sa essere, ma scopre intelligenza ed originalità sorprendenti, governate da un senso della misura ed una saggezza istrionica non comuni.
«I monologhi della darboka» benché la poveretta, in realtà, non parli affatto se non quando le mani fatate di Rizzo ne accendono i toni e ne toccano tutti i tasti possibili. Senza contare, poi, che di monologo ce n’è uno solo, l’unico brillante, esilarante sfogo di Giorgio che della sua ossessione fa una selva sonora tuttaltro che oscura, aspra e folle, forse, ma irrimediabilmente ubriacante.
Incomincia con un piglio dimesso e sconfortato quasi alla Woody Allen ma con la stessa, fascinosa (e apparente!) timidezza finisce per travolgerti in un’irresistibile logica maniacale in tutto è ritmo. Dal cosmico al supermercato. «Scelgo le cose perché hanno un suono che mi piace. Odio i borlotti però che suono! E il carrello! Non sono nevrotico! », dice indovinando l’iniziale sgomento di chi l’ascolta. «Io sto SUONANDO! ». Per fortuna. E con un talento infinito e indiscutibile che gli conoscevamo per altre guizzanti invenzioni «S (u) ono-corpo», con Emma Scialfa, resta un miracolo scenico e che è in grado di sostenere anche la piena, non facile solitudine dell’one man show.
Ritmo come mistica e ascesi, ritmo in cielo, in terra e in ogni luogo: davanti ai tasti del computer in ufficio o «dentro» allo stetoscopio sottratto al solito amico cardiologo. Ed è ritmo ansioso e ansiogeno nel dialogo immaginario con i «toni bassi» in cui Giorgio Rizzo riesce ad essere ardito, stupefacente funambolo della parola alla Bergonzoni. E in palinsesto anche un «Quark» (canticchiare l’Aria sulla IV corda è d’obbligo) per l’ipotetica puntata sui “mongoloidi” prima di regalare formidabili assoli con la sua unica partner: paffuta ma con un invidiabile girovita, la darboka gli si concede fino al bis, generoso, a cui l’uditorio non lesina applausi, feste e chiamate a ripetizione.

 

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Giovedì 3 ottobre 2013 ore 21,00
Castello Ursino - Piazza Federico di Svevia Catania
“I monologhi della Darboka” di e con Giorgio Rizzo
regia di Emma Scialfa - Associazione MotoMimetico
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