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30 marzo 2012

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Cultura Catania 250

Palazzo della Cultura - Via Vittorio Emanuele 121 Catania
Mostra fotografica di Franca Schininà
"Pasqua in Guatemala"
dal 31 marzo al 15 aprile 2012
Inaugurazione sabato 31 marzo 2012, ore 11,00 


Mostra fotografica - Pasqua in Guatemala - Franca Schininà - Palazzo della Cultura - 31 marzo/15 aprile 2012 - Locandina resize


Mostra fotografica "Pasqua in Guatemala" - Locandina pdf

 

Palazzo della Cultura - Via Vittorio Emanuele 121 Catania
Mostra fotografica di Franca Schininà "Pasqua in Guatemala"
dal 31 marzo al 15 aprile 2012
Inaugurazione sabato 31 marzo 2012, ore 11,00

 

Il percorso visivo sarà presentato da:

Gaetano Zito (Preside dello Studio Teologico S. Paolo di Catania)
Valentina Petralia (Università degli Studi di Catania)
Lina Scalisi (Università degli Studi di Catania)


Nella primavera del 2007, decisi di intraprendere un viaggio in Guatemala, Nicaragua e Costa Rica su invito di un Missionario che era stato costretto a rientrare in Italia e desiderava che documentassi i percorsi della sua vita in quei Paesi e di conseguenza la vita degli indios.
Casualmente, era Pasqua e dovunque fervevano i preparativi.
Devo ammettere, però, che non ho mai amato fotografare "feste religiose"; ho sempre provato la sensazione di momenti spesso  forzati.
Iniziai quindi, quasi per caso, prima ad osservarli, poi a seguirli, a sentirmene partecipe; infine, a restarne assolutamente coinvolta.
Sui loro volti vedevo amore, tanto amore; ma anche dolore, immenso dolore; speranza (forse?), ma, soprattutto, rassegnata disperazione.
Il dolore di Cristo era il loro dolore; le spine conficcate nella sua fronte sono le stesse spine che, da sempre, trafiggono il loro cuore: dimenticati dal mondo, sconosciuti ad una umanità indifferente.

Rigoberta Menchù, pacifista guatemalteca, premio Nobel per la Pace nel 1992, durante un suo discorso sulla giustizia sociale, in difesa del suo popolo, disse: "Se c'è la globalizzazione economica, perchè non creare quella dei diritti umani?"

Come sempre, ero partita col cuore colmo di entusiasmo, gioia e tanta, tanta speranza.
Ma al ritorno sull’aereo, mi ritrovai soffocata da un’immensa tristezza, da una profonda ribellione al perpetuarsi delle stesse identiche situazioni di sofferenza e di immane ingiustizia che avevo riscontrato durante i miei viaggi precedenti
Ricordai che una mattina avevo letto in Africa il commento al salmo della liturgia del giorno: ”Occorre che ogni persona prenda la sua parte di responsabilità per combattere la violenza, l’ingiustizia e rendere il mondo più umano.”                     
Mi sono sempre chiesta, costantemente, nel corso di tutti questi anni, e chiedo anche a voi, se lo facciamo….o, piuttosto, preferiamo vivere rifugiandoci nel piu’ assoluto egoismo del nostro rassicurante benessere, o, peggio, nell’ indifferenza, che, come sostiene GANDHI, e’ la più alta forma di violenza.
Sin da piccola, mi sono ribellata, con tutte le mie forze, ad ogni forma di ingiustizia, che, naturalmente, è, sempre, perpretata nei confronti dei più deboli e di coloro che sono incapaci di difendersi,  proteggersi o ribellarsi.
E, quando, così casualmente, mi trovai in mano una macchina fotografica e cominciai a girare per il mondo guardando la realtà dietro un obiettivo, mi resi conto, prima solo istintivamente, poi, man mano che passavano gli anni, sempre con maggiore consapevolezza, di possedere lo strumento per denunziare, attraverso le mie immagini, un’ingiustizia che, come uno tsunami, si ingigantiva, sempre di più, talmente tanto, da rendersi, oramai, incontrollabile.
A quel punto, mi resi conto di essere entrata in un meccanismo dal quale non sarei più riuscita a tirarmi fuori.
Sentivo e sento enormemente la necessità e il dovere di far conoscere, di urlare, a  piena voce, tutto ciò che il mio occhio trasmette al mio cuore, alla mia anima ferita che rifiuta  di accettare il silenzio.

Ho aggiunto sul mio libro “Sete d’ Africa” una bellissima frase di Albert Schweitzer, premio Nobel per la Pace nel 1953, un grande uomo, un grande medico che dedicò l’intera sua esistenza all’ Africa, un continente che, come me, amava tantissimo: “Tutto ciò che fai è solo una goccia nell’oceano, ma è ciò che dà significato alla tua vita”.
Oggi io, penso, di aver dato un grande significato alla mia vita. Spero, di riuscire a trasmetterlo agli altri.
Spero, anzi, che sia cosi’ anche per gli altri.
Io voglio, nonostante tutto, credere ancora nel potere del cuore, dell’anima, della compassione.
Voglio credere nel ritrovamento di vecchi valori, di antichi ideali: L’UMANITA’, LA SOLIDARIETA’, LA DIGNITA’, IL RISPETTO.


Percorso Fotografico di Franca Schininà

Il mondo nelle mie immagini

Franca Schininà è nata a Caserta.
Da sempre vive e lavora a Ragusa. Fotografa dal 1980.
Allieva del fotografo siciliano Peppino Leone, che la indirizza al bianco e nero percependone, già agli esordi, la capacità di sintesi fotografica, Franca Schininà si accosta alla fotografia come un pittore in erba a tele e pennelli, animata dall’esigenza vitale di ritrovarsi ed esprimere sé stessa nella creazione di un’immagine.
La sua ricerca percorre a tappe forzate la strada verso l’auto-consapevolezza, la raggiunge e spinge il traguardo più in avanti, in direzione dell’universale comune senso dell’uomo.
La definizione di Giuliana Traverso, per cui “le donne fotografano puntando l’obiettivo contro sé stesse”, la guida e le indica il cammino.
I segni di questa ri-voluzione interiore rappresentano il senso profondo di alcuni tra i suoi più commoventi lavori.
Nel 1983 realizza il reportage sugli ospedali psichiatrici “Emarginazione e solitudine”, al quale appartengono le immagini selezionate, nel 1999, per la Mostra sulla Storia del Manicomio di Palermo “000 Mondo della follia e oltre”, tenutasi in seno all’omonimo Convegno, presso la Chiesa di Santa Maria dello Spasimo.
Nel 1993 pubblica “Fin qui sei giunto…”, immagini di un viaggio-ricerca effettuato nel Tibet nel 1991.
Dalle Lofoten alla Sicilia, dalla Patagonia all’Africa, dal Perù allo Yemen, dalla Cina al Portogallo, al Marocco nasce, nel 1996, il lavoro autobiografico “Un silenzio attorno a una voce”.
Il tratto comune a molte delle sue fotografie – l’attenzione istintiva all’uomo ed ai contesti, dualisticamente composti nella classicità del suo fotografare in B/N – la rende protagonista a più riprese di importanti iniziative sul tema dei DIRITTI UMANI: l’Istituzione Salvatore Fiume di Comiso (RG) espone da Marzo a Giugno del 2000 circa 110 sue immagini, nell’ambito di quattro seminari sui diritti umani.
Nel 2001, l’Istituto Buddista Italiano SOKA GAKKAI la sceglie per la Mostra itinerante sui “DIRITTI UMANI VIOLATI”, inaugurata a Matera dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi.
Nel 2002, una selezione di 13 sue fotografie, aventi ad oggetto la condizione dei minori in diversi paesi del mondo, viene utilizzata per la realizzazione del calendario Unicef dedicato al “Progetto ZAMBIA, assistenza ai bambini orfani dell’Aids”.
Nel Novembre 2003, partecipa al 4° World Summit of Nobel Peace Laureates: ”Roma, Città dei Diritti Umani”, svolto ai Mercati di Traiano, presentato dal Summit mondiale dei Premi Nobel per la Pace, dal Comune di Roma, dalla Fondazione Gorbaciov e dall’Istituto italiano Soka Gakkai.
Nel 2004 presenta, assieme alla mostra, in svariate città e sedi universitarie, la pubblicazione
“SETE D’AFRICA”, seguita da una seconda edizione nel Febbraio 2005, con i cui proventi della vendita realizza svariati progetti in Africa.
Nell’Ottobre 2006, svolge, per conto dello I.O.M. (International Organization Migration) e con la collaborazione della Fondazione PARADA (creata nel 1995 dal clown Miloud), il lavoro “I Ragazzi di Bucarest”, relativo ai  bambini e ragazzi di strada  in Moldova e in Romania.
Il 27 Genn. 2007, per la Giornata della memoria, presenta a Scicli, Pal. Spadaro, “Conoscenza – Coscienza – Clemenza”, realizzato ad Auschitz e Birkenau.
Nell’Aprile 2007, un interessante lavoro su “Pasqua in Guatemala”(Antigua, S. Pedro Salcatepequez, Playa Grande ecc.) e “On the road”, reportage sulle condizioni di vita del Guatemala, Nicaragua e Costa Rica.
Nell’Agosto 2008, si reca in Brasile per ultimare il lavoro sui bambini e ragazzi di strada.
In cantiere “FIHAVANANA”, pubblicazione sul Madagascar e sulla Missione, a Marovoay, della quale si occupa, con grandi risultati, l’Associazione Progetto Missione Madagascar Onlus, di cui fa parte a tempo pieno.
Febbr. 2009: Palestina: Pellegrinaggio di Pace e Giustizia

 

Il percorso di una vita
la ricerca di una verità
per il conseguimento di una speranza
Lunghi attimi di silenzi solitari
che giustificano un difficile e tortuoso cammino
per il raggiungimento di una pace
che spero si diffonda nel mondo


http://www.franca-schinina.it/

Ingresso Gratuito
Orari apetura:
Lunedì-Sabato 9,00/13,00 - 16,00/19,00
Domenica 9,00/13,00