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24 settembre 2013

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Cultura Catania 250


Palazzo della Cultura - Via Vittorio Emanuele 121 Catania
Mostra "About a Dock" a cura di Angelo Cigolindo
Elaborazioni fotografiche sul mare e sui moli di Catania
Apertura dal 18 settembre al 6 ottobre 2013
Inaugurazione mercoledì 18 settembre 2013 ore 18,30
Ingresso libero

 

Mostra About a Dock - Palazzo della Cultura - 18 sett/6 ott - inaugurazione 18/09/13 ore 18,30 - a cura di Angelo Cigolindo - Locandina resize

 

Mostra "About a Dock" - Locandina pdf


Mostra "About a Dock" - Invito pdf 


Mostra "About a Dock" - Pieghevole pdf

 

Assessorato ai Saperi e alla Bellezza Condivisa

Presenta la mostra "About a Dock"
 Elaborazioni fotografiche sul mare e sui moli di Catania
a cura di Angelo Cigolindo

Testi di: Concetta De Grandi e Fiorella Spataro
 
Apertura dal 18 settembre al 6 ottobre 2013

Inaugurazione mercoledì 18 settembre 2013 ore 18,30

 

Espongono gli artisti:

 Dario Alberghina
Mariagrazia Barbagallo - Walter Di Santo
Rossella Caporale
Marco Cassone
Angelo Cigolindo
Valentina Costa
Sebastiano Cucè
Massimiliano D'Angelo
Jacopo Gregori - Gabriella Napolitano
Pierluca Libra
Salvatore Pappalardo
Andrea Strano


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“… e fu quel giorno che mi dimenticai d’osservare,
per questo non vidi più nessuno,
nessuna nave arrivare.”

L’opera di un artista è parto travagliato dell’incontro fra lo sguardo e l’altro, sia questo “altro” un uomo, un brandello strappato alla natura, una storia che proviene da altri mondi. Al porto i nostri “vecchi” aspettavano i nuovi arrivi. Al porto approdano oggi vecchie disperazioni e giovani speranze. Attorno al porto e ai suoi moli crescono i traffici e con essi le città. La felice intuizione che è all’origine di questa mostra è quella di ricostruire, come nella locandina, i legami fra i docks e il dedalo di strade, tipico di ogni città portuale, che conduce alle povere case dei pescatori e alle ricche abitazioni patrizie. E’ la Civita, cuore dell’antica Catania, che in pochi passi tiene assieme moli e conventi, quale quello di San Placido divenuto Palazzo della Cultura che ospita le opere di questi giovani artisti. Pochi passi da fare però con occhio attento per non farsi sfuggire scorci, monumenti, uomini e donne dalle storie tanto diverse, bambini curiosi che ti osservano sempre con attenzione. Loro, almeno loro, sanno benissimo che non devono dimenticarsi d’osservare se vogliono scoprire il mondo, le sue tante facce, i suoi tanti saperi, la sua bellezza. Non sono poi le stesse cose che queste opere ci sollecitano a vedere?

Devi augurarti che la strada sia lunga.
Che i mattini d'estate siano tanti
quando nei porti - finalmente e con che gioia -
toccherai terra tu per la prima volta 
 (Konstantinos Kavafis)
       
                                                                                                                            Prof. Orazio Licandro
                                                                                                      Assessore ai Saperi e alla Bellezza Condivisa

 

La mostra, dal titolo” About a Dock”, riunisce un gruppo di 14 artisti della stessa generazione, attivi nell’area metropolitana della città di Catania ,i quali si interrogano sulla tematica dell’approdo .Il titolo della mostra, insieme ad altri più ovvi rimandi, intende evocare il porto, il mito, la bellezza, la storia, la denuncia, il non-luogo.
Gli artisti sono presenti nel campo artistico e nella critica istituzionale e ricorrono ,mediante le loro opere,alla tecnologia e all’astrazione per offrire nuovi modelli di soggettività.
Ancora una volta la città di Catania vuole rappresentare, per eccellenza, un luogo di elaborazione di idee dove potersi confrontare e sperimentare nuovi linguaggi visuali.
Palazzo della Cultura si presenta come miglior luogo deputato ad ospitare la collettiva perché, oltre ad essere un luogo affascinante nel fondersi delle sue geometrie generate nelle diverse epoche storiche, è situato nell’isolato dell’antica Civita, luogo della marina catanese che comprende oltre al porto nuovo anche il più grande molo della città.
Si ringraziano l’Assessore ai Saperi e alla Bellezza Condivisa prof. Orazio Licandro, il Direttore della Direzione Cultura e Turismo arch. Augusta Manuele, il Dott. Salvatore Lo Giudice, il Dott. Giovanni Oberdan, l’associazione artistica e culturale ZenArt, Concetta De Grandi e Fiorella Spataro per i saggi critici, Elio Cultraro e Daniele Baglio per il video di copertina, Marco Cassone per la grafica e tutti gli artisti partecipanti.

                                                                                                                       Angelo Cigolindo (Curatore della mostra)

 

La mostra presenta lavori di giovani artisti che sono riusciti ad interpretare le modulazioni emotive dello sguardo rivolto al mare e ad inventare nuove prospettive dei moli di attracco al porto.
Abitare in una città di mare come la nostra, significa anche modellare la propria identità sul calco della storia e della tradizione. Legati a questa realtà gli artisti sono essi stessi esseri migranti, come erranti in continua traduzione e trasformazione, capaci di raccogliere e creare nuove connessioni nel panorama culturale, mantenendo la consapevolezza di quanto sia importante continuare a dialogare con l’arte del passato rivelando, ad esempio, la capacità di appropriarsi dell’essenza geometrica della grande tradizione rinascimentale italiana di Piero della Francesca. L’uso del mezzo digitale ha permesso loro di sottrarre gli elementi comuni del porto alla dimensione quotidiana e, allo stesso tempo, di rivelare straordinarie geometrie, forme e immagini nascoste nella natura e nelle cose, in una stretta relazione fra una realtà soprannaturale e metafisica ed una dimensione reale degli elementi formali tradizionali. Giocando con le prospettive e le variazioni luminose, gli artisti hanno superato i confini del tempo ordinario e dello spazio conoscibile, creando nuovi paesaggi e visioni. Così il molo, in cui si mescolano le carte delle culture che si incontrano, quella locale e quella straniera, dove costumi, linguaggi commerci e abitudini si mischiano, diviene un luogo della mente  e del cuore dove tutto può accadere.

                                                                                                                                         Concetta De Grandi

 

Celebre è rimasto nella memoria l’ossimoro “PORTO SEPOLTO” ed anche - e soprattutto - ritorna alla mente, osservando le opere di questi artisti. Diverse le tecniche perché diversificate le sensibilità, ma un unico punto di riferimento fa da guida in questo “viaggio”: il senso dell’esistenza , la personale visione del mondo e di se stessi percepiti dall’ultimo lembo di terraferma prima del mare aperto. E la Sicilia, che è un susseguirsi di porti e di approdi, fornisce lo spunto per questa breve riflessione: strappare terra al mare. Ritorna l’ossimoro. Per approdare bisogna salpare, per capire e comprendere il presente bisogna frugare nel passato, per trovare se stessi occorre cercare fra i volti di un vecchio album di ricordi. Ed il mare spinge le proprie onde fin dentro il cuore del porto e l’acqua che lì rimane intrappolata imputridisce ma, come uno specchio limpido ,riflette non il sole o la luna, ma depositi e conteiners, merci e commerci. La tempesta che inabissa una barca carica di merce fa tremare la terra ma al largo si intravvede uno squarcio fra le nubi. E da un barcone mani sollevate nella disperata ricerca di aiuto sembrano salutare la terraferma che, forse come nuova patria, li accoglierà. Una nave di grande stazza che mai più andrà per mare, quasi sonnolente, mostra finestre di luce come occhi aperti fra la ruggine e la corrosione del tempo che si rivela un intricato reticolo di viuzze e di ricordi, di emozioni e di percezioni, di “addio” e di “arrivederci” e le onde continuano ad infrangersi sulle banchine del porto… come sempre, da sempre.

                                                                                                                                            Fiorella Spataro

 

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