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25 settembre 2013

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Giovedì 26 settembre 2013 ore 19,00
Chiesa Monumentale di San Nicolò l’Arena - Piazza Dante Catania

 

Presentazione del volume “Donato del Piano e l’organo dei Benedettini di Catania"
a cura di Luciano Buono e Giovanni Paolo Di Stefano
Istituto Musicale Vincenzo Bellini di Catania
Associazione culturale "Giuseppe Serassi" di Guastalla (RE)
Ingresso libero


Donato del Piano e l'organo dei Benedettini di Catania - copertina libro resize


Giovedì 26 settembre 2013 ore 19,00
Chiesa Monumentale di San Nicolò l’Arena - Piazza Dante Catania


Rassegna "Percorsi d'autore"

Istituto Musicale Vincenzo Bellini di Catania e Associazione culturale "Giuseppe Serassi" di Guastalla (RE)
presentano il volume “Donato del Piano e l’organo dei Benedettini di Catania"
a cura di Luciano Buono e Giovanni Paolo Di Stefano
Ingresso libero

Donato del Piano ritratto - resize

 

L'Istituto Superiore di Studi Musicali "Vincenzo Bellini" in collaborazione con l'Associazione culturale "Giuseppe Serassi" di Guastalla (RE) presentano il volume "DONATO DEL PIANO E L'ORGANO DEI BENEDETTINI DI CATANIA" a cura di Luciano Buono e Giovanni Paolo Di Stefano. Saggi e ricerche di Luciano Buono, Diego Cannizzaro, Giovanni Paolo Di Stefano, Maria Rosaria Grillo, Maurizio Isabella, Giusy Larinà, Gianluca Libertucci, Enrico Mascioni, Dario Miozzi, Francesco Oliveri, Luigi Ferdinando Tagliavini, Pietro Valguarnera, Piera Vigo.
Il volume illustra lo strumento - già oggetto alcuni anni fa di un impegnativo restauro integrale - il contesto musicale e culturale nel quale esso vide la luce e le vicende del restauro.
Nel corso della presentazione verranno eseguite pagine di musica all’organo di Donato del Piano.


Chiesa Monumentale San Nicolò l'Arena - Organo di Donato del Piano


Tra il 1767 e i primi decenni del secolo successivo, il monumentale organo costruito dal napoletano Donato Del Piano per la chiesa del convento benedettino di San Nicolò l’Arena di Catania, con le sue tre consolles che consentono a tre organisti di suonare contemporaneamente, fu uno strumento unico nel suo genere in Italia e nel mondo. In breve tempo, questo organo «meraviglioso» divenne una delle principali attrazioni turistiche della città di Catania e attirò presso il grande convento benedettino viaggiatori, letterati, musicisti e semplici curiosi che ebbero la ventura di ascoltare il suono di questo mirabile strumento musicale. Questo libro, grazie all’apporto di storici, organologi, storici della musica, storici dell’arte, restauratori, esecutori e attraverso la disanima di documenti e di materiali inediti, ripercorre le vicende umane e professionali di Donato Del Piano, uno dei più grandi organari del Settecento, analizza le caratteristiche tecnologiche dei suoi strumenti e descrive l’impegnativo lavoro di restauro che nel 2004 ha consentito il ripristino funzionale del grandioso organo di San Nicolò l’Arena. Il volume è il XII numero della Collana d’arte Organaria edito dall’Associazione Giuseppe Serassi di Guastalla (RE): di 320 pagine, è corredato da un apparato fotografico di oltre 200 immagini a colori.


Libro Donato del Piano - resize


Da "CATANIA" di Federico De Roberto
"Questo è, o per meglio dire era prima della soppressione, una delle singolarità di Catania: andati via i Padri per dar luogo ai soldati ed agli studenti, i lunghi corridoi furono divisi e suddivisi, il più antico ed elegante chiostro fu trasformato in palestra ginnastica, una strada fu aperta nei terreni che lo circondavano, un osservatorio ed un ospedale furono eretti nei suoi giardini. Tutt'insieme, esso si sviluppava sopra un'area di circa centomila metri quadrati ed era il più grandioso edifizio monastico d'Europa, dopo quello di Mafra d'Estremadura in Portogallo. Il già citato Musumeci, nel rispondere all'Hittorf che glie ne chiedeva notizie, ne ricostruì la storia. Cominciato nel 1558 in presenza del vicerè La Cerda che ne pose solennemente la prima pietra, e finito venti anni dopo, il primitivo edifizio ideato dal cassinese Valeriano de Franchis comprendeva il chiostro più occidentale decorato di cinquanta colonne di marmo nel 1605, i corridoi e i dormitorii che lo fiancheggiavano e la vecchia chiesa. Le lave del 1669 sconquassarono quest'ultima e ricopersero i giardini; allora fu chiamato da Roma l'architetto Giovanni Contini, su disegno del quale, nel 1687, fu ricominciata la nuova chiesa e il nuovo monastero; ma, pochi anni dopo, il terremoto del 1693, rinnovando ed accrescendo le rovine e seppellendo trentadue monaci, fece riprendere il lavoro di Sisifo. Per colmo di disgrazia, non si trovava allora in Catania nessun architetto: il solo sopravvissuto al terremoto, Alonzo di Benedetto, era anch'egli morto di morte naturale. Fu chiamato pertanto da Messina Tommaso Amato, il quale disegnò i dormitorii di levante e mezzogiorno; poi, su disegno del palermitano Vaccarini, che non rispettò l'antica grandiosa unità della iconografia ideata dal de Franchis e serbata dal Contini, si eressero i due refettorii e la biblioteca, imponenti per vastità e decorazione. Francesco Battaglia Biondo ideò il portico del nuovo chiostro, e suo nipote, Francesco Battaglia Santangelo, lo scalone, che ha le pareti adorne di quadri a stucco bianco su fondo azzurrino, e la chiesa. Questa, la maggiore di tutta Sicilia, doveva avere una facciata tanto sontuosa, con colonne tanto gigantesche, che i Padri, nonostante il loro mezzo milione di rendite, la lasciarono incompiuta, come oggi si vede. Donato del Piano, abate calabrese, spese dodici anni della sua vita e dieci mila onze dei Padri — centoventisette mila e cinquecento lire — per costruirvi uno dei più celebri organi d'Europa, con settantadue registri, cinque ordini di tastiere e duemila novecento sedici canne. Il barone Sartorius di Waltershausen, l'insigne illustratore dell'Etna, vi tracciò, insieme col Peters, nel 1841, una meridiana, per la quale il Thorwaldsen disegnò le figure dello zodiaco. Il Coro, situato dietro la tribuna, è composto di due centinaia di stalli, disposti in due ordini: le sculture di Niccolò Bagnasco, palermitano, vi rappresentano i fatti del Vecchio Testamento. Tra i sacri arredi si menzionano l'apparato di seta rossa trapunta d'oro donato ai monaci benedettini dalla regina Bianca, il reliquario d'oro gemmato dove i fedeli adorano il chiodo che trafisse la destra di Gesù, dono del re Martino, che portava sempre addosso quella reliquia; un ostensorio ed un calice d'oro gemmato, ed altre manifatture dei secoli XV e XVI. La biblioteca, passata al Comune, ha molte migliaia di volumi e parecchi codici, alcuni dei quali di molto pregio per il testo e le miniature; essa è accresciuta dall'archivio, di valore anche più grande, ricco di diplomi bizantini, normanni ed aragonesi, e di bolle papali; alcuni di questi documenti portano attaccati suggelli di squisito lavoro, come quelli della regina Eleonora e dei due re Martini e della regina Bianca, rispettivamente loro nuora e moglie."



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Giovedì 26 settembre 2013 ore 19,00
Chiesa Monumentale di San Nicolò l’Arena - Piazza Dante Catania
Presentazione del volume “Donato del Piano e l’organo dei Benedettini di Catania"
a cura di Luciano Buono e Giovanni Paolo Di Stefano
Istituto Musicale Vincenzo Bellini di Catania
Associazione culturale "Giuseppe Serassi" di Guastalla (RE)
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