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5 maggio 2011

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In occasione della Notte dei Musei, il Sindaco Raffaele Stancanelli  e  l'Assessore Marella Ferrera giorno 14 maggio aderiscono all'iniziativa aprendo ai visitatori  , dalle ore 18.00 alle ore 01.00, il  Castello Ursino Piazza Federico di Svevia

La genesi

Il Castello Ursino venne costruito tra il 1239 e il 1250 nell'ambito della campagna di fortificazione condotta da Federico II di Svevia nella Sicilia orientale. Coevi della fortezza catanese sono il castello di Augusta e Castel Maniace a Siracusa. L'imperatore affidò l'incarico di dirigere i lavori a Riccardo da Lentini, col quale instaurò una fitta corrispondenza riguardo ai vari problemi legati alla costruzione del castello. Federico si esprime favorevolmente riguardo alla scelta del sito: un promontorio sul mare perfettamente adeguato alla funzione di fortezza cui l'edificio era destinato. Lo stesso nome del castello si riferisce probabilmente alla sua posizione originaria: "Ursino" deriverebbe da castrum sinus, cioè "castello del golfo".

Nelle intenzioni di Federico, il castello doveva unire alla funzione militare una valenza simbolica: rappresentare l'emblema del ridimensionamento del potere vescovile ad opera dell'autorità imperiale, un bilanciamento reso tangibile dalla contrapposizione fisica dell'austera mole del Castello Ursino alla Cattedrale, fino a quel momento l'edificio più imponente della città. 

Le collezioni

Il Museo Civico è sorto grazie alle donazioni di illustri collezionisti privati catanesi, rappresenta quindi una testimonianza della storia culturale della città. Nel 1826 Giovan Battista Finocchiaro lasciò la propria collezione di tele al Comune di Catania; nel 1868 quest'ultimo entrò in possesso anche della raccolta dei Padri Benedettini in seguito all'incameramento dei beni ecclesiastici. La collezione, istituita intorno alla metà del '700 per iniziativa dell'Abate Vito Amico e del Priore Placido Scammacca, era costituita soprattutto da reperti greci e romani rinvenuti a Catania o acquistati a Napoli o Roma.

Più complesse sono le vicende che portarono all'acquisizione, fra il 1927 e il 1930, della collezione Biscari, risalente anch'essa al XVIII secolo. Ignazio Paternò Castello V Principe di Biscari aveva raccolto nel museo collocato nel proprio palazzo gentilizio una delle collezioni archeologiche più ammirate dell'epoca, comprendente reperti provenienti dagli scavi condotti dallo stesso principe a Catania e nei fondi di proprietà della sua famiglia (Camarina, Lentini etc.). Altri pezzi erano invece frutto di acquisti a Napoli, Firenze o Roma. Alla morte del principe, la collezione subì uno smembramento fra i numerosi eredi nonostante i tentativi del Comune di acquistarla fin dal 1862. Interventi da parte delle istituzioni pubbliche e di studiosi quali Paolo Orsi impedirono la vendita separata dei vari pezzi da parte degli eredi, ma solo nel 1930 la collezione fu ricostituita per formare il nucleo principale del patrimonio artistico del Museo. 

 La raccolta si arricchì ancora con altri acquisti, donazioni e lasciti che incrementarono per lo più la pinacoteca; al periodo tra il 1934-38 risale il legato Mirone ed al 1936-46 il legato Zappalà Asmundo, mentre è del 1947 il lascito Balsamo.

Furono acquistate alcune importanti tele del pittore Natale Attanasio tra il 1961 ed il 1962, mentre tra il 1967 e il 1968 furono donati al Museo i dipinti dello stesso pittore che costituivano la collezione Brizzi De Federicis. Al 1978 risale l'acquisto di una importante raccolta di dipinti del pittore Giuseppe Sciuti.

Si potrà visitare la mostra "Collezione G.B. Finocchiaro del museo Civico di Catania" realizzata  in collaborazione con la Sovrintendenza

 

La Notte dei Musei a Catania, 2011