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29 settembre 2012

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Cultura Catania 250

 

Palazzo della Cultura - Via Vittorio Emanuele 121 Catania
Estate Catanese 2012 - Catania... in "Prima"
Spettacolo teatrale "La Patente e Centona"
 di Luigi Pirandello e Nino Martoglio
realizzato da "La Compagnia dei Giovani"
con: Giuseppe Billa, Pietro Cucuzza e Francesco Granata
Regia di: Salvatore Valentino
Assistente alla regia: Giulio Bonura
Sabato 29 settembre 2012 ore 21,00 - Sala Convegni (1° piano)
Ingresso libero fino a esaurimento posti


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Spettacolo teatrale - La patente e la Centona di L: Pirandello e N. Martoglio - Palazzo della Cultura - Estate Catanese 2012 - Catania... in Prima - Sabato 29 settembre 2012 ore 21,00 - realizatto da La Compagnia dei Giovani - regia Salvatore Valentino

Spettacolo teatrale "La Patente e Centona" - Locandina pdf

Spettacolo teatrale "La Patente e Centona" - Pieghevole di sala pdf

 

Palazzo della Cultura - Via Vittorio Emanuele 121 Catania
Estate Catanese 2012 - Catania... in "Prima"
Spettacolo teatrale "La Patente e Centona"
di Luigi Pirandello e Nino Martoglio
realizzato da "La Compagnia dei Giovani"
con: Giuseppe Billa, Pietro Cucuzza e Francesco Granata
Regia di: Salvatore Valentino
Assistente alla regia: Giulio Bonura
Sabato 29 settembre 2012 ore 21,00 - Sala Convegni (1° piano)
Ingresso libero fino a esaurimento posti

 

Luigi Pirandello scrisse la commedia in un atto unico “La Patente”nel 1917 destinandola alla rappresentazione teatrale in lingua siciliana con il titolo“A’ Patenti” per l'attore Angelo Musco.  La trama è tratta dalla novella omonima composta nel 1911 e raccolta in “Novelle per un anno”. La vicenda ruota attorno al personaggio di Chiarchiaro il quale si presenta in tribunale, poiché in paese corre voce che lui sia un menagramo e che porti irrimediabilmente sfortuna a tutti;  dunque, Chiarchiaro pretende una “patente” che legalizzi la sua  tetra figura e gli possa procurare un vero e proprio lavoro da iettatore. Il giudice D'Andrea, seriamente convinto che la iella non esista, vuole rendere giustizia al pover'uomo così ingiustamente messo al bando dalla società per una sciocca superstizione e quindi si rifiuta non solo di concedere la patente ma è anche disposto a dar ragione a Chiarchiaro contro i comportamenti scaramantici usati a danno di lui dal figlio del sindaco e da un assessore. Proprio mentre Chiarchiaro pretende al alta voce la sua patente di iettatore, un colpo di vento fa cadere la gabbia dove, ormai morto per la caduta, si trova un cardellino, unico ricordo della defunta cara mamma del D’Andrea. I giudici del collegio giudicante hanno assistito muti e sbigottiti all'accaduto: concedono la patente a Chiarchiaro che così potrà ufficialmente esercitare la sua professione. La realizzazione scenica prende spunto sia dalla novella che dall’atto unico teatrale, in una commistione originale, moderna e divertente di narrazione e prosa. Il secondo tempo è formato da alcuni Sonetti di Nino Martoglio; il primo sonetto, edito nel 1890, ha per titolo “ A’ tistimunianza” ed ha per protagonista un marinaio interrogato dal presidente delle Assisi. Il secondo è invece “Sfogu d’un usceri di prefettura” ed è tratto dalla celeberrima raccolta dal titolo “Centona”  ed ha al suo centro lo sproloquio di una guardia di questura siciliana che ha la pretesa di parlare la lingua italiana, con risultati esilaranti e grotteschi. L’ultimo sonetto, anch’esso estrapolato dalla “Centona”  è: “Dichiarazioni a’n’amicu intimu” e chiude una trilogia di versi che vogliono restituire al pubblico una Catania che forse, ormai, non esiste più.

 

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