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28 febbraio 2009

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“Vale la pena intervenire con alcune precisazioni e talune considerazioni su quanto apparso nell’articolo pubblicato dal quotidiano  La Sicilia il 25 febbraio relativo alla annosa vicenda  delle sanatorie edilizie. Premetto di conoscere la vicenda per essermene interessato appena insediato nel ruolo e, dunque, di aver ben presente il tormentato percorso.

Sul versante delle precisazioni, è bene che l’opinione pubblica venga correttamente informata, dovendo, al riguardo, essa aver contezza che le pratiche si sono accumulate in tantissimi anni e che nel 2007 è stato dato avvio al procedimento che oggi viene seguito nel tentativo di smaltire circa 25.000 pratiche giacenti, senza che gli interessati abbiano potuto ottenere soluzioni alle loro legittime richieste. Il procedimento avviato – come si diceva- nel 2007, costituisce l’esito di un progetto, al quale partecipano, ovviamente, i dipendenti del servizio sanatoria edilizia con l’ausilio di un certo numero ( oramai ridotto a circa 60) di professionisti esterni, i quali, avendone fatta domanda ed avendo risposto, a suo tempo, ad un bando pubblico, hanno sottoscritto un disciplinare d’incarico che permette loro “ di lavorare” le pratiche dietro remunerazione.

Preciso che tale remunerazione grava sul 12,50% degli incassi così come previsto che possa avvenire dalla specifica normativa vigente in materia. La conclusione di tale prima precisazione è che il passaggio di direzione dell’Urbanistica, avvenuto il 1 gennaio, non ha comportato alcun mutamento del metodo di smaltimento delle pratiche, come invece sembrerebbe desumersi dal testo dell’articolo menzionato, ma soltanto il ripristino del medesimo, interrotto, o comunque  rallentato per vicende legate anche alla situazione finanziaria in cui ha versato e versa il Comune di Catania.

Una prima valutazione sulla base degli atti relativi all’esaurimento delle pratiche nel mese di gennaio suggerisce, secondo un onesta e corretta proiezione ad un anno, che le circa 200 pratiche esitate ed il riscosso, per un ammontare di circa 150.000 euro, costituiscono dati assai lontani dal traguardo di incassi per sanatori edilizie della somma vicina a 30 milioni di euro come appare nell’articolo più volte menzionato ed apparso su La Sicilia. Questo dato che verrà sottoposto ad attenta analisi, se, come è immaginabile non farà registrare un inversione di tendenza in senso accelleratorio, indurrà l’Amministrazione ( come ebbi a manifestare durante una riunione tenuta nel mese di novembre con i dipendenti del servizio) ad esaminare la possibilità di battere strade alternative rispetto a quelle intraprese nel 2007 e ripresa a dicembre e proseguita a partire dal 1° gennaio.

Sul versante della considerazione da fare, poi, relativamente al suggerimento –ottimo per la verità – del Vice Presidente Vicario del Consiglio Comunale Puccio La Rosa e consistente nel dare impulso alle “perizie giurate “, nonché “di predisporre un piano di informazione e di sensibilizzazione all’uso dello strumento della perizia”, due notazioni sembrano utili e forse necessarie.

Anzitutto che questo Assessorato si è già fatto carico esattamente  il 3 ottobre  dello scorso anno, di diramare sul giornale che ci ospita,  un comunicato sulla eventualità, per chi lo volesse, di esperire la perizia giurata: non più di tanto, ovviamente, poiché riteniamo di non poter insegnare ai signori professionisti, che conoscono bene lo strumento di cui si parla, il modo in cui procedere nell’esercizio della loro professione.

La seconda notazione è suggerita, in fine, dall’art. 1, comma 2, della L. 7 Agosto 1990 n.241 (recepita dalla nostra  Regione con la L. 10 del  91) che impone alla Pubblica Amministrazione di non aggravare il procedimento se non per straordinarie e motivate esigenze imposte dallo svolgimento dell’istruttoria: come dire, per il caso in specie, che, comportando le perizie giurate un costo economico per l’utente, non è possibile sottoporre i procedimento di concessione in sanatoria  a questo gravame, tutto ed esclusivamente a carico del privato, incolpevole del ritardo accumulato dall’Amministrazione”.
 
                                                                            Assessore all’Urbanistica
                                                                              Prof. Luigi Arcidiacono

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