Catania passato e presente.

Ciclo di seminari a palazzo Platamone

Pubblicato il:

20 aprile 2009

Ultima revisione:

1 luglio 2014

Catania ha vissuto tanti momenti in cui è stato necessario ripartire da zero.
Ma è rinata sempre più maestosa riuscendo a svolgere un ruolo di guida e di riferimento per tutta l'area centro orientale siciliana.

Il Municipio in fiamme, 14 Dicembre 1944Anche a metà del secolo scorso, nel 1944 quando ha vissuto uno dei momenti di maggior crisi economica, sociale, culturale e morale, alla fine di una guerra disastrosa che chiudeva tragicamente un periodo che pur aveva visto momenti di positività.
In quel 1944, i catanesi incendiarono il Municipio volendo quasi cancellare, eccitati da un incontenibile " cupio dissolvi", tutta la propria storia documentaria, quasi a voler ripartire da zero.

Da quell'episodio che segnò il punto più basso di virtù civica a Catania, ripartì per l'ennesima volta una nuova città che stupì tutti per la capacità di cancellare in pochi mesi le macerie e con esse i ricordi della guerra, dei bombardamenti, della fame, del disastro economico, dei mesi bui - perché a Catania furono soltanto mesi e non anni - dell'intrallazzo, del banditismo, della ridotta sovranità dello stato.

La nuova Catania non si fermò alla ricostruzione delle strutture civili e pubbliche ma ripartì in tutti i settori dell'economia, raggiungendo vertici incredibili e inaspettati di potenza grazie alle sue capacità imprenditoriali e ad una rete commerciale che monopolizzò la Sicilia orientale e impose,  all'attenzione e al rispetto di tutta l'Italia, la "Milano del sud".
E con l'economia anche la classe politica, pur divisa in aree tra loro nettamente contrapposte, fu capace di gareggiare con i migliori in campo nazionale, imponendo i suoi esponenti ai vertici della politica e dei sindacati.
L'Università, forte di una tradizione centenaria, non fu soltanto una palestra di cultura ma divenne potente ed accogliente, traendo forza dalle capacità dottrinali dei suoi docenti, offrendo agli studenti provenienti fin dalle aree più lontane del Mediterraneo, non solo opportunità di studi proficui in ambienti moderni ma anche prospettive concrete di lavoro nelle nuove realtà imprenditoriali che dal contesto universitario continuavano a ricevere spinte positive.
Catania non rifiorì soltanto in questo settore: ce ne sono stati  sempre altri, in cui i catanesi hanno dimostrato di essere particolarmente versati e che nel periodo che stiamo esaminando videro esponenti della città  giungere a vertici nazionali ancora oggi mantenuti.
Parlo della cultura, della musica, dell'arte, del teatro e delle nuove arti televisive e cinematografiche, che furono gli orizzonti su cui spaziarono gli artisti catanesi, che diedero alla città legittimi motivi d'orgoglio e di vanto.
Ma negli ultimi decenni del trascorso millennio, Catania è sembrata fermarsi e nonostante un tentativo di ripartenza, "la Primavera Catanese", non essere più in grado di ricoprire un ruolo di riferimento né sul piano politico né sul piano economico né per quel che riguarda l'Università.
Nonostante tutto, sono convinto che Catania abbia in sé le forze morali, politiche, culturali ed economiche per poter ripartire e per riprendere il ruolo che le compete, in Sicilia e in tutto il bacino del Mediterraneo.
Sono, però, altrettanto convinto che è necessario conoscere il passato nelle sue luci ed ombre per cercare di comprendere quale possa essere la linea più naturale di sviluppo della città in una prospettiva futura che non sia soltanto temporaneamente valida.
Perché si possa iniziare a cercare di individuarla, ho proposto ad alcuni amici di grande prestigio sul piano culturale, politico, economico, ma prima ancora sul piano personale, di iniziare un confronto, che possa fungere da stimolo in direzione di questa ricerca.
E' questo lo spirito con cui ho fortemente voluto questi sei seminari, con l'aiuto prezioso di Salvo Andò, di Uccio Barone, di Renato D'Amico, di Giuseppe Raciti , di Tino Vittorio e di tanti altri.

L'Assessore alla Cultura
Fabio Fatuzzo

 

 

Calendario degli incontri "Società, cultura, e politica a Catania dal secondo dopoguerra ai giorni nostri"

  • 23 Aprile 2009 - h. 17,00 - I Tavola rotonda: "Storia della politica a Catania dal '44 ad oggi: dall'incendio del Municipio ai giorni nostri"
  • 8 Maggio 2009 - h. 17,00  - II Tavola rotonda - "Le trasformazioni urbanistiche di Catania: dalla ricostruzione alle grandi incompiute e l'edilizia pubblica"
  • 26 Settembre 2009 - h. 17,00 - III Tavola rotonda - "Le economie a Catania: commercio, industria, new economy"
  • 23  Ottobre 2009 - h. 17,00 - IV Tavola rotonda - "Dall'Università chiusa all'Università di massa e al decentramento universitario: la formazione delle classi dirigenti, il rapporto con l'imprenditoria e il territorio" da confermare
  • 27 Novembre 2009 - h. 17,00 - V Tavola rotonda - "La cultura a Catania attraverso le arti figurative, la musica, il teatro, l'editoria  e la fruizione dei beni culturali" da confermare
  • 19 Dicembre 2009 - VI Tavola rotonda - "La città che sarà: aspirazioni, tendenze e dinamiche di oggi proiettate nel futuro" . da confermare

Mostra  sulla ”Storia della politica a Catania dal ’44 ai giorni nostri”

In concomitanza con il Seminario organizzato dell’Assessorato alla Cultura sulla ”Storia della politica a Catania dal ’44 ai giorni nostri” - è stata allestita una mostra documentaria dall’Archivio Storico Comunale e dall’Archivio di Stato di Catania sul medesimo argomento

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