Palazzo Platamone

Nacse circa nel 1400

Pubblicato il:

9 aprile 2009

Ultima revisione:

1 luglio 2014

 

Il palazzo Platamone alla marina era ubicato tra il porto Saraceno ed il porto Pontone che rappresentavano i due più importanti approdi della Catania medievale. Apparteneva alla illustre e ricca famiglia dei Platamuni che si distinse nel campo commerciale ma che ebbe anche importanti esponenti che primeggiarono nell’ambiente politico ed ecclesiastico.

Tra essi Battista Platamuni Viceré di Sicilia nel 1436 e segretario del re Alfonso il Magnanimo dal quale ricevette l’investitura del fondo di Aci; Giuseppe, dell’ordine dei domenicani, che nel 1530 tenne il discorso ufficiale nella cattedrale di Bologna per l’incoronazione dell’Imperatore Carlo V alla presenza del Pontefice Clemente VII; Antonio Vescovo di Malta; la venerabile suor Agata alla cui preghiera si raccomandava da Madrid il medesimo re Filippo II.

A questo casato la ricchezza proveniva comunque dal commercio dei prodotti agricoli, del bestiame e dei tessuti esportati da Catania via mare nonché dall’attività svolta da alcuni esponenti della famiglia che esercitavano la professione di affermati banchieri.

Il loro palazzo sorgeva nell’area sulla quale successivamente fu eretto il monastero di San Placido, che spesso ospitò la Regina Bianca, moglie di re Martino il Giovane. La medesima regina di Navarra per agevolare i traffici commerciali dei Platamuni aveva concesso l’apertura di una posterna nelle mura di cinta del baluardo adiacente alla casa di Don Antonio Platamuni. Questo privilegio fu goduto successivamente dai principi di Biscari.

Le case dei Platamone si trovano inserite nel monastero perché già nel XV secolo la famiglia le aveva donate ai religiosi. Secondo la tradizione la dimora era stata edificata sui ruderi del tempio dedicato a Bacco.

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