La Società

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Pubblicato il:

11 marzo 2013

Ultima revisione:

15 dicembre 2022

E' questo il Municipio che, fra i sei catanesi, occupa il primo posto per residenti (circa 70.000 abitanti).

La poca omogeneità del 2° Municipio è alla base di dati che per certi versi risultano contraddittori. Ricordiamo, infatti, che il territorio del Secondo Municipio è occupato da quartieri e zone profondamente diverse tra loro, dal punto di vista sia strutturale, sia economico che sociale. Alla "ricchissima" zona di corso Italia e buona parte del lungomare, dove si addensano i grandi palazzi più signorili che hanno sostituito, negli anni del "sacco edilizio" della città, le splendide ville liberty degli anni a cavallo tra il 1800 ed il secolo scorso (un esempio per tutti è l'ormai scomparsa villa Ayala), e dove si affollano i negozi più eleganti della città, si contrappongono le altre realtà del quartiere dove convivono zone popolari e zone piccolo borghesi, ma con alcune isole di particolare degrado, che declinano verso la Stazione ferroviaria.

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Nella zona di Picanello-Ognina il saldo naturale fa registrare un valore negativo, pari a 128, che probabilmente deve attribuirsi proprio alla maggiore presenza di ceti medio ed alto borghesi, mitigato, peraltro, dall'esistenza di quartieri più popolari, primo fra tutti Picanello, dove certamente si mantiene ancora salda l'abitudine a far figli.

Nella zona di Picanello e Ognina sono più numerosi quelli che vanno piuttosto che quelli che vengono ad abitare. Certo, sull'appetibilità delle strutture residenziali del Municipio incidono i prezzi altissimi delle case intorno a corso Italia ed al lungomare, tanto da sconsigliare persino quelle famiglie medie ed alto borghesi che, alla fine, optano probabilmente per abitazioni altrettanto eleganti, ma ben più comode, "fuori" città. Ma su quell'appetibilità incidono anche, e non poco, i caratteri a volte di evidente degrado di alcune quartieri e zone interne.

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Così si comprende anche il dato relativo al saldo migratorio, cioè la differenza tra chi immigra e chi emigra da questa zona del Municipio; un saldo positivo  in assoluta controtendenza rispetto al saldo del cambio di domicilio. Il dato va con ogni probabilità messo in correlazione con la presenza di cittadini stranieri, soprattutto extra-comunitari, che qui dimorano in numero decisamente elevato. Segno evidente, questo, della disomogeneità  della Circoscrizione fra zone egemoniche e zone subalterne, fra realtà sociali ricche e povere, fra centralità e perifericità. Più che il quartiere di Ognina, i cui tratti culturali sono in parte derivati dalla sua originaria natura di borgo marinaro, e in parte dall'essere stato il suo territorio coinvolto da uno sviluppo edilizio residenziale tutt'altro che popolare,è il quartiere di Picanello quello dove vivono i ceti subalterni.
Rispetto ai quartieri meno fortunati dell'area sud e sud occidentale della città, San Cristoforo, Angeli Custodi, San Giorgio, ecc., quartieri che fin da subito si sono definiti come luogo dei diseredati della città, il carattere popolare di Picanello assume una "dignità" diversa. Probabilmente all'origine di questo dato sta la sua natura più "rurale" che "urbana", testimoniata già dal secolo scorso allorchè Gentile Cusà immaginava di poter vedere qui realizzate le residenze più rappresentative della città, mentre diverse famiglie scelsero questo quartiere per edificare alcune villette con giardino e confermata, ancora oggi, da un assetto urbano dove ancora molte sono le piccole strutture abitative con piccole porzioni di terreno salvatesi dalla furia demolitrice del "sacco edilizio" catanese degli anni cinquanta e sessanta. Il risultato è quello di un quartiere che vive con maggiore dignità la propria condizione di povertà, e dove, nel complesso, il degrado appare meno grave che altrove e la qualità della vita meno compromessa.

Dato allarmante, però, e' l'alto numero di minori provenienti da questo quartiere arrestati a partire dagli anni '90 che ha dato un contributo crescente al fenomeno della criminalità minorile a Catania.
Nella zona di Barriera e Canalicchio si ha una differenza positiva fra chi, proveniente dagli altri Municipi, decide di trasferirsi a vivere qui, e chi, fra i vecchi abitanti, decide di andare a vivere altrove, pertanto  appare come una delle più "appetibili" per i catanesi in cerca di una nuova casa, anche se il dato del saldo migratorio la definisce come luogo di emigrazione: come dire, cioè, che è da questo pezzo del territorio catanese che proviene il maggior numero di persone che scelgono di "lasciare" la città. I due dati costituiscono un significativo segnale - anche se molto parziale - della "natura" sociologica di questa zona del Municipio, dal punto di vista sia degli abitanti, in prevalenza molte delle "nuove" famiglie che si formano in città nell'ambito dei ceti medio borghesi, sia, soprattutto, del modesto carattere "di quartiere" della vita che vi si svolge.

In questo, decisivi sono i caratteri delle strutture residenziali nella forma di numerosi residence che determinano "esclusione" rispetto ai momenti aggregativi del quartiere, da un lato, e la lontananza delle sedi di lavoro che obbligano la zona a regolari svuotamenti e riempimenti nel corso della giornata.

Questa edilizia moderna dei residence dà forza alla configurazione della città. Ma con essa si accompagna anche il costante uso dell'automobile che diventa condizione indispensabile non soltanto per raggiungere il posto di lavoro, ma anche per tutte le altre dimensioni della vita individuale e collettiva, persino l'acquisto dei generi di prima necessità.

Una situazione, questa, che si riflette sul traffico e la viabilità, con la conseguenza anche di acuire ulteriormente una diffusa condizione di "esclusione" e individualismo. Questa natura della dimensione collettiva di vita riguarda però molto più il quartiere di Canalicchio, dove stenta a definirsi un luogo veramente identitario, che non per quello di Barriera del Bosco, che da decenni gode di una forte riconoscibilità, sia all'interno che all'esterno dei suoi confini, e la cui valenza identitaria è da sempre affidata alla piazza Santa Maria del Carmelo.