Quali Prospettive

prospettive

Pubblicato il:

13 agosto 2013

Ultima revisione:

1 luglio 2014

fotoConsiderato che nella sesta Circoscrizione vi è e vi è stato uno sviluppo dell'espansione dell'edilizia economica e popolare, avendo individuato delle grandi aree da utilizzare in tale direzione, considerato che, la Zona Franca Urbana di Librino permetterebbe anche lo sviluppo imprenditoriale e commerciale in attesa dell'assestamento Politico Economico Nazionale e vista la natura, già espressa nella periferia più a sud della sesta Circoscrizione, avente carattere imprenditoriale ed industriale presente nell'ASI (Area di Sviluppo Industriale) di Pantano d'Arci, ove possibili iniziative potrebbero valorizzare il territorio;
Il ritorno alla Legalità, con l'abbattimento delle case abusive con conseguente valorizzazione dell'Oasi del Simeto e di tutta la fascia costiera;
La rivalutazione dell'aeroporto V. Bellini, riportandolo agli antichi fasti e rendendolo ponte tra la Sicilia e le capitali e non, oltre che dei paesi Mediterranei, anche con quelli d'oltre oceano;
Il sostegno e lo sviluppo Turistico Alberghiero, nonché la creazione delle infrastrutture necessarie con l'alleggerimento degli stabilimenti balneari, eliminando parte delle strutture fisse, così da consentire l'inserimento di servizi diversificati che rendano la nostra spiaggia "Plaia"  richiamo unico per i turisti;
Le condizioni odierne della sesta Circoscrizione sono per molti versi contraddittorie. Qui, infatti, si stanno concentrando grandi occasioni per il futuro della metropoli. A sessant'anni dalla scelta di concentrare nella periferia sud di Catania gli insediamenti produttivi, oggi la vasta superficie di Pantano d'Arci e ancora abbondantemente sottoutilizzata. Numerosissime, infatti, sono ancora le aziende, anche di grandi dimensioni, che hanno le proprie sedi al di fuori dell'area ASI, disperse nel tessuto urbano o che hanno preferito cogliere occasioni diverse da quelle offerte dalla infrastrutturazione di Pantano d'Arci.

foto

Il  motivo di fallimento dell'esperimento di Librino viene individuato  nel fatto che la creazione di una nuova città è stata qui intesa come una mastodontica operazione assistenziale, basata su finanziamenti pubblici sia per l'esproprio dei terreni, sia per la realizzazione delle abitazioni, sia per la realizzazione dei servizi e delle attrezzature. Un'operazione, questa, a fronte della quale, tuttavia, è mancata la concertazione persino con le diverse istituzioni e enti pubblici, come dimostra la vicenda dei cavi a media tensione dell'ENEL e la prolungata assenza di un ufficio postale. Oggi, tuttavia, la situazione è cambiata. Le carenze, i limiti di Librino ne rappresentano anche la potenzialità
Oggi il quartiere si può candidare a diventare un pezzo della metropoli catanese con un ruolo importante non solo dal punto di vista residenziale, ma anche della funzione che può svolgere grazie all'essere stata scelta come Zona Franca Urbana, alla sua posizione strategica, in prossimità dell'aeroporto e a poca distanza dalla zona industriale, e alle caratteristiche della sua rete stradale. Oltre alle potenzialità legate alla sua posizione e alle sue strutture e alle strategie degli enti pubblici, quel che fa ben sperare è anche un progressivo coinvolgimento degli abitanti attorno alle ancora fragili esperienze di socializzazione di cui una delle esperienze più interessanti è quella della parrocchia di Nostra Signora del Santissimo Sacramento.
Il territorio di Librino, cioè, si presta bene al sorgere di un polo di laboratori di ricerca tecnologica, di centri di addestramento del personale e di terziario avanzato, a servizio delle grandi e medie imprese dell'area di Pantano d'Arci; un polo, questo, che tra l'altro potrebbe essere funzionale anche alle vicine aree attrezzate di Piano Tavola e della Rotondella, nonché ad altre ancora. Vi è, infatti, una domanda crescente di assistenza tecnica, di leasing e factoring, di software, di pubblicità, di informazione e di know-how, di engineering e di progettazione. Alla domanda di questa tipologia di servizi, in atto sono in grado di rispondere soltanto parzialmente poche unità di una certa esperienza ed alcuni professionisti e società (il cui sorgere è stato anche stimolato dalle leggi sull'imprenditoria giovanile) che, però, non sembra abbiano maturato elevate capacità organizzative e professionali. In pochi casi, per soddisfare bisogni del terziario avanzato, ci si deve rivolgere ai centri strategici dell'Italia centro- settentrionale.
Inoltre, la creazione di centri di assistenza tecnica, manutenzione straordinaria e addestramento del personale, potrebbe aiutare non poco l'area catanese a superare la sua condizione di "perifericità dipendente". Particolarmente utili sarebbero, inoltre, centri in grado di stimolare una domanda che per certi tipi di servizi del terziario avanzato è ancora quasi inesistente, ma che potrebbe avere risvolti importantissimi nell'evoluzione della competitività del nostro sistema produttivo. Tra tali servizi, spiccano quelli di consulenza aziendale, industriale e su brevetti e marchi, di controllo di qualità dei prodotti, di marketing, di ricerche di mercato, e di assistenza all'import-export. Infine, aiuterebbe a superare non pochi vincoli la creazione di istituti specializzati di ricerca applicata, di supporto scientifico all'attività produttiva e di controllo di qualità delle materie prime e dell'affidabilità dei prodotti.

foto
E' a Librino, in ultimo, che negli ultimi mesi si è profilato il progetto di trasferire numerosi degli uffici delle varie Amministrazioni presenti a Catania, con il vantaggio, peraltro, di alleggerire dal traffico il centro cittadino. Un progetto, questo, che potrebbe certamente costituire motivo di vitalizzazione del quartiere. Ma un progetto sul quale si sono sviluppate forti polemiche politiche, e che al momento, e al di là di alcune dichiarazioni d'intenti, rimane solo sulla carta. In questa direzione qualche passo è stato fatto: per esempio l'accordo di programma siglato da Comune, Università, Provincia e Ministero per l'ambiente per la creazione di un centro di educazione ambientale da realizzarsi a cura dell'università di Catania nella masseria Bonaiuto di proprietà del Comune di Catania.
In questo quadro non si può dimenticare quella parte del territorio  rappresentata dai quartieri di edilizia popolare, San Giuseppe la Rena, Villaggio S. Agata, Zia Lisa e Santa Maria Goretti. Se ad essi possa essere data una  possibilità di sviluppo rispetto alla metropoli, indispensabile appare comunque l'intervento per una rapida riqualificazione urbana che copra le carenze di servizi e attrezzature che  agisca anche sulla qualità degli spazi collettivi; che si basi sul sostegno alle categorie di cittadini con forte disagio sociale e si concretizzi anche con la normale presenza istituzionale in particolare nelle fasi di crescita e formazione degli abitanti e nel passaggio dalla scuola al lavoro.

Questo sito utilizza cookie tecnici, analytics e di terze parti.
Proseguendo nella navigazione accetti l’utilizzo dei cookie.

Politica sui cookies