La città

In Italia sant’Agata è patrona di 44 comuni, dei quali 14 portano il nome della santa. Il titolo più antico di patrona lo detiene Catania. Qui la devozione è profondamente radicata e il nome di Agata, invocato a gran voce, implorato, glorificato, riecheggia nella storia della città. La “ A ”, lettera iniziale di questo popolarissimo nome, sormonta il monumento principale della città, l’elefante Eliodoro, simbolo di Catania. Un’altra “ A ” si staglia nella pietra sulla facciata del Palazzo municipale, una campeggia al centro dello stemma civico, un’altra al centro del gonfalone dell’Università. All’estero sant’Agata è compatrona della Repubblica di San Marino. Questa devozione ha un’origine antica: secondo la tradizione proprio il 5 febbraio, giorno del martirio della santa catanese, uno scalpellino dalmata di nome Marino, sfuggito con altri cristiani alle persecuzioni di Diocleziano (nel IV secolo), fondò il piccolo Stato sorto attorno al monte Titano. Ma la santa catanese è compatrona anche di Rabat, a Malta, dove una tradizione locale vuole che Agata si fosse rifugiata durante le persecuzioni di Decio. Gli abitanti di Rabat hanno voluto individuare nelle “ catacombe di sant’Agata ” il punto preciso in cui si nascose per alcuni giorni. Anche qui la devozione affonda le sue radici nella storia: il 20 luglio 1551, durante il primo assedio di Malta, una statua di sant’Agata fu collocata sulle mura della città affinché la proteggesse. La tradizione vuole che mille abitanti dell’isola, con l’aiuto celeste della santa, siano riusciti a contrastare e a bloccare l’assedio di diecimila turchi. In Spagna Agata è la patrona di Villalba del Alcor, in Andalusia, dove esiste un simulacro rivestito di preziosi broccati. Sant’Agata è venerata anche a Jena, in provincia di Valencia, mentre a Barcellona le è stata dedicata la cappella del Palazzo reale, dove i re cattolici ricevettero Cristoforo Colombo di ritorno dalla scoperta dell’America. Nella provincia di Segovia, sempre in Spagna, ogni anno, il 5 febbraio viene eletta una sindachessa e quel giorno nella cittadina lo scettro del potere è affidato soltanto alle donne. In Portogallo sant’Agata (in portoghese Agueda) è patrona di una cittadina che porta il suo nome, nella provincia di Coimbra. In Germania è patrona di Aschaffemburg. In Francia molte sono le località sotto il patronato di Agata: a Le Fournet, una città immersa nei boschi della Normandia, nello stemma cittadino, in onore della santa, sono raffigurate la palma, simbolo del martirio, e la tenaglia, strumento con cui venne torturata. In Grecia molte località portano il nome di Agata e la santa si invoca per scongiurare i pericoli delle tempeste. In Argentina, dove è la protettrice dei vigili del fuoco, le è stata dedicata la cattedrale di Buenos Aires. In diversi altri punti del pianeta ci sono luoghi di venerazione agatini, persino in America, dove esistono una Sainte Agathe des Monts nel Québec e una Sainte Agathe en Monitoba presso Winnipeg, in Canada. Ma anche in India, a Viayawala, c’è un santuario a lei dedicato. Stabilire quanti sono in tutto il mondo i luoghi di culto e i devoti di sant’Agata è un’impresa forse impossibile.

I fonditori di campane

Un tempo sant’Agata era considerata protettrice dei fonditori di campane e degli ottonai. Questa tradizione nacque, secondo alcuni, perchè, quando scoppiavano calamità, era consuetudine suonare le campane. Quindi la santa, solitamente invocata contro le calamità, fu nominata protettrice di coloro che realizzavano gli strumenti utilizzati per dare l’allarme. Ma, secondo altri, la protezione era invocata dagli stessi fonditori affinché la vergine catanese proteggesse la fusione e la perfetta riuscita delle campane.

I tessitori

La venerazione di sant’Agata come patrona dei tessitori nasce da una leggenda che ha trasformato Agata in una sorta di Penelope cristiana. Vuole la leggenda che Agata, per allontanare le nozze con un uomo molesto e odioso, sicuramente lo stesso Quinziano, lo avrebbe convinto ad aspettare che fosse terminata una tela che ella stava tessendo. Ma, come faceva la moglie di Ulisse con i Proci, Agata di giorno tesseva e di notte scuciva, cosicché la tela non fu mai ultimata.

Contro gli incendi

La devozione per sant’Agata protettrice contro i pericoli del fuoco si diffuse durante il Medioevo. Si disse a quell’epoca che, se la santa proteggeva contro il fuoco di un vulcano, a maggior ragione poteva difendere contro tutti gli incendi. La prerogativa di allontanare il fuoco ha diffuso il culto di sant’Agata oltre i confini nazionali. Per esempio a Lione, in Francia, i contadini il 5 febbraio fanno benedire un pane che scagliano contro le fiamme in caso di incendio. Sempre durante il Medioevo si diffuse la credenza che sant’Agata proteggesse anche contro qualsiasi altra calamità naturale: inondazioni, bufere, epidemie e carestie.

Contro le malattie femminili

Sempre più donne si rivolgono oggi a sant’Agata, che fu martirizzata con l’amputazione delle mammelle, per scongiurare le malattie e i tumori al seno e, più in generale, contro tutte le malattie femminili. E numerosi sono i casi di guarigioni miracolose operate per intercessione di sant’Agata su casi diagnosticati inguaribili. Sant’Agata inoltre protegge le puerpere che hanno male al seno e le gestanti che a lei si rivolgono per ottenere un parto felice e la grazia di allattare personalmente i propri figli.